Comunicazioni

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Comunicazioni – Pubblicazioni Generali 04/03/2024
“La notizia che il Presidente dell’Adsp del Mar Adriatico orientale, Zeno D’Agostino, ha inviato le proprie dimissioni al Ministro Salvini per motivi familiari e personali ci spiace molto”, ha dichiarato il Presidente di Assoporti, Rodolfo Giampieri.  “D’Agostino, che è stato anche alla guida di Assoporti, rappresenta un importante punto di riferimento per la portualità italiana e la logistica tutta. Le motivazioni della scelta delle dimissioni merita tutto il nostro rispetto,” ha concluso Giampieri
Comunicazioni – Pubblicazioni Generali 26/02/2024
L’Autorità Portuale di Ravenna e FSRU Italia, società del gruppo Snam, hanno sottoscritto quest’oggi l'accordo in base al quale l'Autorità Portuale realizzerà la diga frangiflutti prevista dal progetto del rigassificatore galleggiante di Ravenna. Nell’ambito del progetto di rigassificatore, realizzato da FSRU Italia, che sarà operativo nel corso del 2025 al largo della costa ravennate, è infatti prevista la costruzione di una diga frangiflutti, collocata a poca distanza dalla piattaforma, per proteggere l’impianto e le navi metaniere da potenziali mareggiate. La diga frangiflutti, opera sostenuta da Cassa Depositi e Prestiti, la cui attuale configurazione è frutto di una serie di indagini ingegneristiche estremamente dettagliate e del continuo confronto con le autorità tecniche marittime, sarà lunga complessivamente circa 900 metri e larga circa 23,5, che in corrispondenza delle due testate si estendono per circa 38 m. I lavori per ospitare il nuovo il terminale di rigassificazione al largo della costa di Ravenna sono iniziati il 19 giugno 2023 e vedranno interventi in mare e a terra. Il rigassificatore sarà ormeggiato in corrispondenza dell’esistente piattaforma comunemente chiamata il “Ragno”, una struttura lunga 350 metri e alta 11,5 metri, che veniva utilizzata per ricevere le navi petroliere. Questi rigassificatori galleggianti, o FSRU - Floating Storage and Regasification Units, ricevono gas naturale liquefatto (GNL) a una temperatura di -162°C da altre navi metaniere e lo riportano allo stato gassoso per poterlo poi immettere nella rete nazionale di trasporto del gas. Le navi hanno caratteristiche relativamente semplici e non prevedono combustioni o reazioni specifiche. Si tratta di infrastrutture conosciute e a basso impatto ambientale, dotate di strumenti avanzati di monitoraggio e di sistemi di sicurezza, oltre ad essere sottoposte alle più stringenti misure di prevenzione e sicurezza, a garanzia delle persone e dei territori interessati, in conformità alla normativa nazionale.
Comunicazioni – Pubblicazioni Generali 23/02/2024
La Rete Nazionale dei CUG, della quale il CUG dell'Autorità Portuale di Ravenna fa parte, pubblica periodicamente, sin da dicembre 2018, un magazine on line  dal titolo “La Voce dei CUG”. Tale strumento informativo rispecchia nel taglio editoriale lo spirito che anima la Rete stessa, vale a dire il gioco di squadra e la valorizzazione delle differenze.  Ogni numero del periodico offre spunti di riflessioni mediante focus di attualità sulle tematiche dei CUG, interviste, iniziative, eventi, proposte culturali e giornate di rilevanza sociale. Tutti i numeri de “La Voce dei CUG” sono consultabili sul sito del Dipartimento della Funzione pubblica, nella sezione dedicata al Portale dei CUG. Leggi il primo numero del 2024 del Magazine: https://www.regione.lazio.it/sites/default/files/2024-02/La-voce-cug-Magazine-anno4-n1.pdf
Comunicazioni – Pubblicazioni Generali 23/02/2024
Si è tenuto nella mattinata del 22 febbraio, presso l’Aula dei Gruppi Parlamentari della Camera dei Deputati, il convegno celebrativo “1994-2024: 30 anni insieme nei porti”, organizzato dal Comando generale delle Capitanerie di porto e Assoporti per celebrare i 30 anni dalla legge 28 gennaio 1994, n. 84, con la quale furono istituite le Autorità portuali (oggi Autorità di Sistema portuale) nei principali scali nazionali, e venne costituito il Comando Generale delle Capitanerie di porto – Guardia Costiera.  L’incontro si è sviluppato attraverso due panel tematici: il primo incentrato sull'istituzione delle Autorità Portuali, con la presenza del Presidente di Assoporti, Rodolfo Giampieri, e il secondo con la presenza del Comandante generale della Guardia Costiera, Ammiraglio Nicola Carlone, per raccontare il percorso che ha portato alla trasformazione dall'Ispettorato generale al Comando generale delle Capitanerie di porto - Guardia Costiera e che ha visto, nello stesso anno, l’istituzione del Centro di Coordinamento del soccorso marittimo – IMRCC.  In platea erano presenti numerose Autorità e diversi rappresentanti del cluster marittimo nonché i presidenti delle Autorità di Sistema portuale e i Comandanti regionali delle 15 direzioni marittime della Guardia Costiera.  In apertura i saluti del Presidente della Camera dei Deputati On. Lorenzo Fontana, che ha voluto sottolineare la strategicità del settore: “la portualità nel nostro Paese ha sempre assunto un ruolo di rilevanza a livello geopolitico ed economico. Il trasporto marittimo attrae una quota variabile tra l’80% e il 90% dell’intero commercio mondiale, in termini di volume, e del 70% in termini di valore.”  Prima di avviare i lavori della mattinata con gli interventi dei vari relatori, ha preso la parola il Vice Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, On. Edoardo Rixi, che ha ringraziato la Guardia Costiera e Assoporti per aver organizzato questo evento celebrativo e ha ricordato come il Ministero sia al lavoro per tracciare le linee di azione del riordino organico del settore, nel solco dell’indirizzo parlamentare: “Le nostre Autorità portuali sono eccellenze a livello europeo. Abbiamo bisogno di norme affinché le best practice possano diventare patrimonio comune. Abbiamo anche la necessità di una sincronia sempre maggiore tra Ministeri sul sistema del lavoro portuale, della cantieristica, dell'industria navale: temi complessi per la legislazione italiana.”  Il Presidente di Assoporti, Rodolfo Giampieri, durante il suo intervento ha voluto celebrare la sinergia tra le due Organizzazioni e tutte le altre figure del cluster marittimo, dichiarando: "Oggi festeggiamo un anniversario importante. Da 30 anni le Autorità portuali e il Comando Generale delle Capitanerie di Porto lavorano insieme per lo sviluppo dei principali porti italiani. Il mondo è in continua trasformazione e la portualità moderna si trasforma di conseguenza. Come Autorità di Sistema Portuale, stiamo lavorando molto anche in considerazione dei fondi a disposizione dal PNRR e del fondo complementare per rendere i porti ancora più innovativi e sostenibili. La filiera marittima e portuale funziona grazie a tutti gli stakeholder del settore, fatto di persone che operano in porto in collaborazione, con un’organizzazione certa che ha sempre garantito il suo funzionamento."  Il Comandante Generale Ammiraglio Ispettore Capo Nicola Carlone, ha parlato delle prospettive di sviluppo delle Capitanerie di porto-Guardia Costiera: “le linee di indirizzo e gli assetti strategici del Corpo – ha detto l’Ammiraglio - devono necessariamente passare attraverso l’evoluzione digitale e il suo impatto nel mondo dello shipping. La sfida è quella di innovare i servizi, dotarsi di un nuovo modello operativo e di un moderno assetto organizzativo al fine di migliorare i servizi forniti ai cittadini in termini di semplicità, innovazione ed efficienza, e tutto questo si realizza grazie alle 11.000 donne e uomini della Guardia Costiera che affrontano con passione, competenza e professionalità il proprio quotidiano lavoro al servizio del Paese. Ma ciò è possibile - ha concluso l’Ammiraglio Carlone – perché si può contare sulla solida base di 30 anni di valori, di esperienze che chi mi ha preceduto ha saputo tracciare, con arguzia e lungimiranza, e che oggi celebriamo con grande emozione e soddisfazione.”  In conclusione, il video messaggio del Vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo SALVINI: “Le Capitanerie di Porto svolgono un ruolo fondamentale nello sviluppo del traffico portuale in Italia; per questo l'obiettivo che auspico è quello di avere numeri adeguati alle responsabilità, stiamo lavorando per arrivare entro il 2030 a 15mila persone in forze alla nostra Guardia Costiera. Per il futuro intendiamo agevolare la modernizzazione delle infrastrutture, collegare le banchine con gli assi viari è la priorità. La vera decarbonizzazione significa favorire l’intermodalità e la realizzazione di scali moderni e funzionali. ".
Comunicazioni – Pubblicazioni Generali 20/02/2024
La Rete nasce come “azione positiva” per favorire il dialogo e la progettazione comune tra più amministrazioni con l’intento di valorizzare il ruolo che i Comitati Unici di Garanzia possono avere per prevenire e contrastare ogni forma di discriminazione e realizzare ambienti di lavoro improntati, al tempo stesso, al benessere organizzativo ed alla efficienza nei risultati.  L’esperienza di mettere le Amministrazioni a confronto su temi di attenzione alla persona, creando situazioni di sinergia e rafforzamento delle azioni positive, rappresenta senz’altro un valore aggiunto nel panorama del lavoro pubblico e, comunque, del lavoro in genere, e consente di superare le barriere delle individualità delle organizzazioni, dando vita a costruttive forme di confronto e di collaborazione importanti nel contesto della Pubblica Amministrazione. La Rete trae profitto dalla ricchezza delle diversità dei CUG delle P.A. aderenti, dal confronto e dal sostegno reciproco anche attraverso la messa a comune di fattori di esperienza e competenza specialistica in relazione alle funzioni istituzionali delle varie amministrazioni. GUARDA IL VIDEO: https://www.youtube.com/watch?v=J0ocVWzCqs4  
Comunicazioni – Pubblicazioni Generali 20/02/2024
Il Consiglio Direttivo del The International Propeller Club Port of Ravenna ha organizzato per il giorno 28 febbraio 2024 ore 19:30 un incontro conviviale a tema IL CIPOM ED IL PRIMO PIANO DEL MARE LE PROSPETTIVE DI UN MINISTERO DEL MARE La Struttura di Missione per le Politiche del Mare istituita dal Consiglio dei Ministri ha designato un elenco di dieci esperti con il ruolo di supportare il Cipom (Comitato Interministeriale per le Politiche del Mare) nel compito di assicurare il coordinamento e la definizione degli indirizzi strategici delle politiche del mare per la redazione del “Primo piano del mare”. Il Cipom si occupa di economia marittima, coordinamento, sviluppo e difesa per eliminare o ridurre le sovrapposizioni di competenze e le relative incertezze, nonché raccogliere la sfida del superamento delle criticità che riducono le potenzialità strategiche di questa grande risorsa che è il mare. L’Italia, come previsto dall’articolo 12 del DL 173 del 2022, dal 31 luglio scorso ha dunque il suo primo Piano nazionale del mare che dovrà essere aggiornato con cadenza triennale. Ne parleremo con: Saluti - Avv. Simone Bassi (Presidente Propeller Port of Ravenna) - Sen. Nello Musumeci (Ministro per la Protezione Civile e le Politiche del mare) - videomessaggio Introduce e modera - Avv. Umberto Masucci (Presidente The International Propeller Clubs) Interventi - Amm. Pierpaolo Ribuffo (Ammiraglio di Divisione – Comandante interregionale marittimo Nord - designato quale esperto per la redazione del Piano del Mare)  - Prof.ssa Greta Tellarini (Professoressa di diritto della navigazione e dei trasporti - designato quale esperto per la redazione del Piano del Mare) L’incontro si terrà presso il Grand Hotel Mattei, in Via Enrico Mattei n. 25 a Ravenna. Per informazioni telefonare al n. 0544-61491 oppure al n. 335-7010866 ovvero per e-mail a propeller.ravenna@gmail.com  
Comunicazioni – Pubblicazioni Generali 16/02/2024
Guberti: “Un passo avanti importante per il quale ringrazio i Ministri Fitto, Urso, Giorgetti e Salvini, i Prefetti di Ferrara e Ravenna, i Parlamentari regionali, Unioncamere nazionale e regionale, le Istituzioni e le forze economiche e sociali per il sostegno all’appello della Camera di commercio” “Un passo avanti importante per il quale ringrazio i Ministri Fitto, Urso, Giorgetti e Salvini, i Prefetti di Ferrara e Ravenna, i Parlamentari regionali, Unioncamere nazionale e regionale, le Istituzioni e le forze economiche e sociali per il sostegno all’appello della Camera di commercio per l’istituzione della Zona Logistica Semplificata Emilia-Romagna. Così come ringrazio l’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna, gli assessori Corsini e Colla e il presidente, Stefano Bonaccini, per aver dato avvio, nel 2022, nella cornice del Patto per il Lavoro e per il Clima, al Piano di sviluppo strategico della ZLS regionale che ha consentito di portare avanti il percorso di istituzione del progetto”. Così il presidente della Camera di commercio, Giorgio Guberti, commenta il parere favorevole della Conferenza Unificata allo schema di regolamento che disciplina le procedure, le condizioni e le modalità per l’istituzione delle Zone Logistiche Semplificate (ZLS) nel perimetro di compatibilità del regime di aiuti di Stato previsto dall’ordinamento europeo. Regolamento, che mira a creare condizioni positive in termini economici, finanziari e amministrativi per consentire, nelle aree interessate, lo sviluppo delle imprese già operanti e l'insediamento di nuove imprese, rafforzando la loro competitività anche attraverso le misure di agevolazione e semplificazione previste per le Zone Logistiche. “Un progetto speciale, unitario e strategico, per la movimentazione delle merci in Emilia-Romagna – prosegue Guberti – che, nel coinvolgere i Comuni di Argenta, Bagnacavallo, Bondeno, Codigoro, Conselice, Cotignola, Faenza, Ferrara, Lugo, Ostellato e Ravenna, metterà in relazione infrastrutture viarie e ferroviarie e aree produttive commerciali con il porto di Ravenna, il cuore pulsante della Zona Logistica Semplificata. Un risultato al quale lavoriamo da tempo, che ora apre una prospettiva nuova per i nostri territori. Dopo la firma del decreto istitutivo, che confido giunga nel più breve tempo possibile, si insedierà il Comitato d’indirizzo, l’organo politico ed amministrativo della ZLS. Ad esso spetterà l’importante compito di assicurare gli strumenti che garantiscono l'insediamento e la piena operatività delle aziende presenti nella Zona Logistica, nonché la promozione sistematica dell'area verso i potenziali investitori internazionali. I settori economici coinvolti – conclude il presidente della Camera di commercio - rappresentano il 10% delle imprese insediate nella regione, il 25% degli occupati nonché il 93% delle esportazioni. Siamo di fronte ad una grande opportunità che, proprio per queste ragioni, va colta e supportata con una forte spinta alla semplificazione”. Zone logistiche semplificate     • Sono istituite con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, da adottare su proposta del Ministro per il Sud e la coesione territoriale, di concerto con il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti e il Ministro dell'economia e delle finanze, su proposta della regione interessata, per una durata massima di sette anni, rinnovabile fino a un massimo di ulteriori sette anni.    • Si tratta di aree geografiche di dimensioni limitate all'interno delle quali sono previsti particolari agevolazioni e incentivi per le aziende insediate o che decidono di insediarsi.    • Tra i principali vantaggi, la riduzione di un terzo dei termini procedimentali, la diminuzione dei termini previsti per la conferenza dei servizi decisoria, l’utilizzo del credito d’imposta per l’acquisto di nuovi beni strumentali per le imprese che effettuino investimenti all’interno della ZLS, nel rispetto della normativa europea sugli aiuti di Stato.  
Comunicazioni – Pubblicazioni Generali 12/02/2024
Il Ministro Lollobrigida allo Stand Italia Berlino: Fruit Logistica, la principale fiera internazionale dell’ortofrutta, si è svolta a Berlino la settimana scorsa in un clima di grande attenzione per il settore primario. I porti italiani si sono presentati all'interno di un padiglione Italia che è stato realizzato unitamente ad Agenzia ICE, al fine di lavorare in sinergia per lo sviluppo del comparto anche al fine di attrarre nuovi investimenti negli scali portuali del Paese.  La manifestazione rappresenta il fulcro delle relazioni mondiali degli operatori del settore agroalimentare e di tutto l’indotto. Nell'edizione appena finita è stata data particolare attenzione sullo scenario economico da parte del sistema portuale italiano insieme a istituzioni, imprese e stakeholder.  In un contesto generale di aumento dei costi di produzione, effetti tangibili del cambiamento climatico sulle coltivazioni, si aggiungono le incertezze derivanti dallo scenario mondiale con il protrarsi della guerra in Ucraina, la crisi del canale di Suez che ha un impatto consistente anche sulla movimentazione delle merci del settore ortofrutticolo. Secondo i dati di Confagricoltura, il comparto dell’ortofrutta fresca, esclusi i trasformati industriali, vale oltre 16 miliardi di euro. L’export di tutto il comparto, comprensivo anche della filiera, nei primi dieci mesi del 2023 ha raggiunto quota 9,4 miliardi di euro (+ 11,5% rispetto all’anno precedente), confermandosi settore essenziali per il Paese. Grazie alla presenza dei porti italiani sono stati sottoscritti degli accordi per garantire dei corridoi privilegiati per il flusso delle merci (import-export), in particolare con l'area del Nord Africa.  "I porti italiani," ha dichiarato il Presidente di Assoporti, Rodolfo Giampieri, "hanno un ruolo di primo piano per l’export e import di molti prodotti ortofrutticoli. La conferma del ruolo dei porti per la filiera è data dalle numerose attività svolte nel padiglione del sistema portuale italiano unitamente agli uffici per l'attrazione degli investimenti e l'internazionalizzazione di ICE, e dalle visite istituzionali importanti come la presenza del Ministro dell'Agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste, Francesco Lollobridiga e il Presidente di ICE, Matteo Zoppas, accompagnati dal Direttore Generale ICE, Lorenzo Galanti e dal Direttore della sede di Berlino di ICE, Ferdinando Fiore. Il momento in cui stiamo lavorando è molto particolare e le attività del sistema portuale nei contesti internazionali diventano ancor più importanti," ha concluso Giampieri. Al seguente link trovate le foto dell’evento: https://www.assoporti.it/it/associazione/comunicazione/eventi/fruit-logistica/ Per informazioni:     t.murgia@assoporti.it  (Tiziana Murgia) 3466411288  
Comunicazioni – Pubblicazioni Generali 12/02/2024
Nel corso del 2023 - dopo due anni particolarmente positivi nei quali sono stati superati i volumi ante pandemia e si è stabilito per due volte il record storico di traffico - il porto di Ravenna ha registrato un calo di traffico, movimentando complessivamente 25.503.131 tonnellate, in calo del 6,9% (1,8 milioni di tonnellate in meno) rispetto al 2022. Gli sbarchi sono stati pari a 22.108.488 tonnellate e gli imbarchi pari a 3.394.643 tonnellate (rispettivamente, -7,5% e -2,7% rispetto al 2022). Negativo, in particolare, l’andamento degli ultimi due mesi rispetto agli stessi mesi del 2022: quello di novembre, nel quale sono state movimentate 1.779.254 tonnellate, in diminuzione del 16,6% (354 mila tonnellate in meno) e quello di dicembre, nel quale sono state movimentate 2.090.815 tonnellate, in diminuzione dell’1,9% (oltre 40 mila tonnellate in meno). Da segnalare il dato negativo dei materiali per le ceramiche, con 1,4 milioni di tonnellate in meno, che rappresentano il 75% del calo totale del porto rispetto all’anno precedente. Il numero di toccate delle navi è stato pari a 2.533, per 170 navi in meno rispetto quelle del 2022 (-6,7%). La stazza media netta delle navi nel 2023 (pari a 9.784 tonnellate), invece, ha registrato un incremento (5,5% rispetto al 2022) - un trend iniziato nel 2019 (+2,4% rispetto al 2018) e proseguito nel 2022 (+32,3% rispetto al 2021) - ascrivibile principalmente a 25 toccate di navi da crociera con una stazza netta superiore alle 100.000 tonnellate e 31 toccate con una stazza netta superiore alle 50.000 tonnellate. Sono diversi i fattori che hanno causato il brusco rallentamento della crescita globale. La peggiore crisi energetica verificatasi dagli anni settanta, che ha innalzato l'inflazione a livelli mai rilevati da molti decenni; le politiche monetarie restrittive conseguenti, per combattere l'inflazione; l’aumento dei tassi di interesse; la diminuzione del potere di acquisto e dei salari reali in molti paesi; l’interruzione delle forniture e la conseguente insicurezza alimentare globale, a causa di guerre e fattori climatici avversi che hanno provocato l’aumento dei prezzi e limitato la circolazione di generi alimentari. Naturalmente i conflitti in corso hanno giocato e giocano un ruolo fondamentale sull’andamento generale dell’economia del nostro Pese e quindi, inevitabilmente, anche sull’andamento dei traffici di merci che vengono movimentati nei nostri porti. Sono passati quasi due anni dal 24 febbraio 2022, quando la Federazione Russa ha invaso il territorio dell’Ucraina, segnando così una brusca escalation del conflitto russo-ucraino in corso dal 2014. E gli effetti negativi della guerra tra Russia e Ucraina sul porto di Ravenna, come nel 2022, si sono fatti sentire anche nel 2023. Nel 2022 e nel 2023 sono state perse, infatti, 1.694.569 tonnellate di traffico dall’Ucraina, il 58,3% in meno rispetto al 2021. Ravenna è da sempre, infatti, il porto di riferimento dei paesi che si affacciano sul Mar Nero e, in particolare, dell’Ucraina, da cui storicamente provenivano grossi quantitativi di materie prime per l’industria ceramica e di prodotti metallurgici, oltre a cereali, farine e oli vegetali. Il distretto ceramico di Sassuolo è quello che più ne ha risentito, con un’importazione di materie prime dall’Ucraina praticamente azzerata e la necessità di ricercare nuove fonti di approvvigionamento alternative. Stessa sorte anche per i prodotti metallurgici. Dopo la scadenza, a luglio 2023, dell’accordo per l’esportazione di grano ucraino dai porti sul Mar Nero (firmato tra Russia e Ucraina, con la mediazione di Turchia e ONU, nel giugno 2022 e più volte rinnovato), solo i corridoi di solidarietà attivati dall’UE per l’esportazione dei cereali ucraini verso Europa e resto del mondo hanno consentito una rotta disponibile e sicura che ha consentito permesso di mantenere un traffico di una certa rilevanza con l’Ucraina. In effetti, nel 2023 sono sbarcate nel porto di Ravenna 823.530 tonnellate di grano e mais ucraini, 598.648 tonnellate in più (il 266,2%) rispetto quelle del 2021, anno precedente all’inizio del conflitto. Poi nel maggio del 2023 è arrivata l’alluvione su Ravenna e i territori circostanti, con piogge persistenti, allagamenti, straripamenti e frane che hanno causato pesanti danni alle imprese, interruzioni alle infrastrutture di collegamento stradali e ferroviarie, come pure disagi al lavoro portuale per i dipendenti alluvionati e la necessità di tutelare la sicurezza nei giorni di maggiore criticità, interrompendo le operazioni di sbarco/imbarco. Nel 2022 il valore aggiunto (la ricchezza creata) dai comuni colpiti dall’alluvione ammontava a oltre 38 miliardi di euro (24% del PIL regionale; 2,2% del PIL nazionale) e le previsioni formulate prima dell’alluvione per il 2023 ipotizzavano una crescita dello 0,7% che avrebbe portato a superare i 40 miliardi di euro. I danni si attestano oggi tra i 7 e i 10 miliardi di euro, tra il 18% e il 26% del valore aggiunto del territorio. I riflessi di questo evento catastrofico per il porto e la movimentazione si sono fatti sentire da subito sul traffico ferroviario e nei mesi successivi, quando si è registrata una consistente diminuzione degli arrivi di navi e di merci. Tra maggio e giugno 2023 il porto di Ravenna ha perso 514 treni, il 37% in meno dello stesso bimestre dell’anno precedente e il 6,3% in meno sui treni totali del 2022. Infine la crisi del mar rosso. L’attacco terroristico del 7 ottobre 2023 e la guerra tra Israele e Hamas, con gli attacchi dei ribelli Houthi yemeniti contro tutte le navi, in transito dallo Stretto di Bab Al-Mandab, stanno mettendo in crisi l’area del Mar Rosso e limitando fortemente il transito dal Canale di Suez, uno dei punti nevralgici del commercio mondiale. Nonostante il crescente impegno militare degli Stati Uniti e dell’Europa, non appaiono ancora spiragli di risoluzione a una crisi che sta creando grossi problemi a tutta la catena di approvvigionamento globale, in particolare ai traffici marittimi, con conseguenze economiche disastrose, sia a livello mondiale che italiano. Le principali compagnie di navigazione portacontainer da metà dicembre 2023 hanno sospeso il transito vicino alle coste yemenite e attraverso il Canale di Suez, da cui passa il 12% delle merci mondiali. La quota di import e di export italiani che transita dal canale di Suez è vicina al 40%. La rotta alternativa utilizzata è la circumnavigazione dell’Africa dal Capo di Buona Speranza e l’arrivo al Mediterraneo attraverso Gibilterra, con tempi più lunghi del 30%, ovvero circa 10 giorni in più. I porti potenzialmente più svantaggiati sono quelli dell’Adriatico (Ravenna e Trieste), mentre ne trarranno vantaggio gli Hub di Le Havre, Rotterdam, Amburgo e, in generale, i porti del Nord Europa che, tra l’altro, godono di un pricing di noli inferiore. La sfida si giocherà, dunque, sulla capacità di stoccare scorte a terra, che da sempre è uno dei punti di forza del porto di Ravenna. Ritardi e cambi di rotta stanno già colpendo, comunque, anche il porto di Ravenna che importa dal medio ed estremo Oriente soprattutto prodotti metallurgici e che, pur non avendo servizi container diretti con il Far East, ha comunque collegamenti feeder con i maggiori Hub portuali situati nel Mediterraneo. In particolare, per quanto riguarda il traffico nel mese di dicembre, pari a 2,1 milioni di tonnellate, si è registrato un calo della movimentazione della merce proveniente dai porti dal medio ed estremo Oriente (-35% rispetto alla media). Analizzando le merci per condizionamento, nel 2023, rispetto al 2022, le merci secche (rinfuse solide, merci varie e unitizzate), con una movimentazione pari a 20.900.769 tonnellate, sono calate del 7,1% (oltre 1,6 milioni di tonnellate in meno). Nell’ambito delle merci secche, rispetto al 2022 le merci unitizzate in container sono calate del 2,9% (2.352.272 tonnellate, con 69 mila tonnellate in meno), le merci su rotabili (1.866.015 tonnellate) sono aumentate del 2,6%. I prodotti liquidi - con una movimentazione pari a 4.602.362 tonnellate - nel 2023 sono calati del 5,8% rispetto al 2022. Il comparto agroalimentare (derrate alimentari e prodotti agricoli), con 5.206.157 tonnellate di merce movimentata, ha registrato nel 2023 un calo dell’8,8% rispetto al 2022. Analizzando l’andamento delle singole merceologie, risulta un segno negativo per quanto riguarda i prodotti agricoli (2.064.494 tonnellate contro i 2.146.078 del 2022; -3,8%) e, in particolare, per la movimentazione (tutti sbarchi) dei cereali, che chiudono il 2023 con 1.895.436 tonnellate e un -6,7% rispetto al 2022. Per quanto riguarda l’import di cereali, per i quali il principale Paese di provenienza è stato l’Ucraina con 891 mila tonnellate (+34,1%), risulta inferiore di 95.024 tonnellate rispetto al 2022. In calo anche gli oli animali e vegetali che, con 675.972 tonnellate, hanno registrato nel 2023 un -25,6% rispetto al 2022, principalmente ascrivibile all’alluvione di metà maggio scorso che ha coinvolto pesantemente lo stabilimento UNIGRÀ di Conselice (azienda specializzata nella trasformazione e vendita di olii e grassi alimentari di alta qualità) che ha dovuto fermare la propria attività a causa degli ingenti danni agli uffici e agli impianti, compromettendo la produzione e l’importazione delle materie prime che avviene tramite il porto di Ravenna. Pesante nel 2023 il bilancio per i materiali da costruzione che, con 4.079.701 tonnellate movimentate, registrano un calo del 26,6% rispetto allo stesso periodo del 2022. Le importazioni di materie prime per la produzione di ceramiche del distretto di Sassuolo sono state pari a 3.665.870 tonnellate (-27,9% in meno). Per i prodotti metallurgici, nel 2023, si è registrato un aumento dell’1,9% rispetto al 2022, con 6.514.751 tonnellate movimentate (quasi 120 mila tonnellate in più). Negativa invece nel 2023, rispetto al 2022, la performance dei prodotti chimici (-7,2%), con 1.056.084 tonnellate. In crescita i prodotti petroliferi (+1,0%) nel 2023, con 2.621.409 tonnellate e un aumento di quasi 27 mila tonnellate. Per quanto riguarda i concimi sono state movimentate 1.553.139 tonnellate nel 2023, il 4,2% in più rispetto al 2022. I contenitori, pari a 216.981 TEUS nel 2023, sono calati del 5,0% rispetto al 2022. I TEUs pieni sono stati 165.025 (il 76% del totale), in calo del 6,9% rispetto al 2022 mentre quelli vuoti sono stati 51.956, in crescita dell’1,3% rispetto al 2022. In termini di tonnellate, la merce trasportata in contenitori nel 2023 (2.352.272 tonnellate) è diminuita del 2,9% rispetto al 2022. Il numero di toccate delle navi portacontainer, pari a 457, è in diminuzione (52 toccate in meno, -10,2%) rispetto alle 509 del 2022. Buona la loro performance nel mese di dicembre 2023, nel quale sono stati movimentati 17.472 TEUs, di cui 13.120 pieni (+7,1% sul 2022) e 4.352 vuoti (+15,7% sul 2022), in aumento rispetto a dicembre 2022 del 9,1%. Sono 182.406 le tonnellate corrispondenti, in crescita dell’8,8% rispetto a dicembre 2022. Nel 2023 trailer e rotabili sono cresciuti complessivamente del 6,5% per numero di pezzi movimentati (96.586 pezzi) rispetto al 2022. Per quanto riguarda i trailer, il 2023 si chiude con un risultato negativo della linea Ravenna - Brindisi - Catania: nel 2023, infatti, i pezzi movimentati, pari a 78.298, sono calati del 2,9% (2.297 pezzi in meno) e la merce movimentata (1.866.015 tonnellate) è diminuita del 2,6% rispetto al 2022. Negativo anche il mese di dicembre dove sono stati movimentati 5.540 pezzi, in diminuzione del 15,9% rispetto a dicembre 2022. Ottima la performance per le automotive che, nel 2023, hanno movimentato 15.554 pezzi, in aumento (+93,9%) rispetto ai 4.906 dello stesso periodo del 2022. Tale risultato è da imputare al nuovo traffico acquisito nel corso del 2023 dal Gruppo SAPIR (diventato Hub logistico per le vetture BMW) ed in partenza verso i mercati dell’Asia Orientale. Molto positivo, in particolare, l’andamento nel mese di dicembre 2023, con 1.858 pezzi movimentati (a dicembre 2022 erano arrivati 902 pezzi). Nel 2023 si sono registrati al Terminal Crociere di Ravenna 99 scali di navi da crociera, per un totale di 330.952 passeggeri, di cui 281.192 in “home port” (140.936 sbarcati e 140.256 imbarcati) e 49.510“in transito”, il record di sempre per il porto di Ravenna. Nel comprensorio portuale di Ravenna il traffico ferroviario nel 2023 è calato, in termini di merce e di numero di treni, rispettivamente del 12,8% e dell’8,5% rispetto al 2022. Sono state trasportate via treno 3.395.261 tonnellate di merce, per 7.098 treni. Il numero di carri, pari a 65.649, è in calo del 4,8% rispetto al 2022. Ravenna si conferma comunque sul podio dei primi porti italiani per movimentazione merci ferroviaria. I principali motivi del calo del traffico ferroviario nel 2023 sono imputabili alle interruzioni dei collegamenti fra il porto e l’infrastruttura ferroviaria principale a seguito dell’alluvione di maggio scorso e alla forte contrazione dei volumi di produzione, vendite ed export dell’industria italiana delle piastrelle di ceramica che hanno limitato il consumo di materie prime. Anche per quanto riguarda i contenitori, in termini di TEUs, si è registrata una significativa diminuzione rispetto al 2022, ovvero sono stati movimentati 15.931 TEUS, contro i 23.563 (-32,4%). Le principali categorie merceologiche movimentate sono: -              i metallurgici, che rappresentano il 61,3% del totale (-9,2% sul 2022), -              i cereali e sfarinati, che costituiscono il 13,5% del totale (+25,0% sul 2022), -              i chimici liquidi, ovvero il 10,6% del totale (+9,2% sul 2022) -              gli inerti, in prevalenza argilla e feldspato, che rappresentano l’8,6% del totale (-37,0% sul 2022), -              la merce in container, ovvero il 5,1% del totale (-23,2% sul 2021) In calo anche l’incidenza del traffico ferroviario sul traffico marittimo, che nel 2023 è il 13,3%, mentre lo scorso anno era il 13,5%. Dalle prime stime sulla movimentazione complessiva relative a gennaio 2024, i traffici sembrano in calo di oltre il 18% (circa 400.000 tonnellate in meno) rispetto allo stesso mese del 2023, principalmente a causa della crisi di Suez sui traffici dei porti del nord Adriatico, già analizzati in precedenza. L’impatto del calo della movimentazione si è registrato in maniera significativa a partire dalla seconda metà del mese e tutt’ora persiste. Nel confronto con il mese di gennaio 2023, tutte le merceologie risulterebbero in calo ad esclusione dei concimi (+162%), dei chimici liquidi (+40%) e dei combustibili minerali solidi (+16%). Negativo il dato relativo ai materiali da costruzione (-54%), degli agroalimentari solidi (-32%) e liquidi (-7%), dei metallurgici (-14%) e dei petroliferi (-6%). I container a gennaio dovrebbero diminuire rispetto al 2023 del 32,5% per numero di TEUs (circa 5.000 TEUs in meno) e del 31,3% per tonnellate di merce (circa 55.000 tonnellate in meno). Un risultato negativo si delinea anche per i trailer, che dovrebbero ridursi rispetto a gennaio 2023 di oltre il 25% per numero di pezzi (circa 1.600 pezzi in meno) e del 19% per tonnellate di merce (circa 29.000 tonnellate in meno). A cura del Servizio Analisi e Statistica (Area Pianificazione, Sviluppo, Promozione e Progettazione UE)  
Comunicazioni – Pubblicazioni Generali 09/02/2024
Nel 2023 il valore aggiunto ravennate è aumentato dello 0,4% rispetto al 2022 (chiuso a +3,5%), in misura inferiore (a causa dei tragici eventi alluvionali dello scorso mese di maggio) sia alla media italiana (+0,7%), sia al dato riferito all’Emilia-Romagna (+0,9%). Lo ha reso noto l’Osservatorio dell’economia della Camera di commercio di Ferrara e Ravenna nella riunione del Tavolo sulle opportunità economiche e occupazionali tenutosi, presso la sala Cavalcoli dell’Ente di viale Farini, il 9 febbraio alla presenza, tra gli altri, del Presidente della Camera di commercio, Giorgio Guberti, del Prefetto di Ravenna, Castrese de Rosa, del Presidente della Provincia di Ravenna, Michele de Pascale, dei rappresentanti delle Istituzioni, dei vertici delle associazioni di categoria e di Guido Caselli, direttore del Centro Studi di Unioncamere Emilia-Romagna. E’ il fronte internazionale, però, a preoccupare di più la Camera di commercio ed il sistema delle imprese, con i significativi rischi al ribasso derivanti, in particolare, dalla crisi in Medio Oriente e dall'irrigidimento delle condizioni di finanziamento. Tra le principali preoccupazioni dell’Ente di viale Farini, nonostante la vivace dinamica dei servizi (+2,3% nel 2023 e +1,1% nel 2024), l'indebolimento del ciclo manifatturiero, che contribuisce a ridurre le prospettive di crescita del commercio internazionale e le quotazioni delle materie prime e dei prodotti energetici. In valore assoluto e al netto dell’inflazione, già nel 2022 Ravenna aveva segnato il superamento dei livelli del 2019 (con 11,2 miliardi); la tendenza alla crescita, anche se molto più rallentata, continua nel 2023 (11,3 miliardi) e dovrebbe proseguire anche quest’anno, con il raggiungimento della soglia di 11,4 miliardi. “Per ridare lavoro a chi lo ha perso e ai tanti giovani che lo cercano - ha detto il presidente della Camera di commercio, Giorgio Guberti - bisogna mettere l’impresa al centro di qualsiasi azione riformatrice, semplificando il quadro normativo e fiscale e lavorando con determinazione per combattere le inutili incrostazioni burocratiche che frenano i nostri imprenditori. Il modello di sviluppo nel quale crede la Camera di commercio è quello fatto di imprenditorialità diffusa, distretti, filiere, reti, territorio in cui le opportunità, della modernizzazione e delle nuove tecnologie, siano patrimonio di tutti. Per dare slancio alla crescita, rallentata a causa dei tragici eventi alluvionali dello scorso mese di maggio, sarebbe inoltre fondamentale rendere operativa la Zona Logistica Semplificata nella nostra regione, attraverso l’emanazione da parte del Governo dei decreti attuativi oramai non più rinviabili, e perseguire l’approfondimento dei fondali del porto di Ravenna fino a 14,5 metri, dopo che, anche grazie al forte impegno dell’Autorità Portuale, è stata annunciata la conclusione anticipata della prima tranche dei lavori. Sul tema della semplificazione, e della capacità dello pubblica amministrazione di garantirne ovunque l’applicazione – ha concluso il presidente della Camera di commercio - passa gran parte del futuro del Paese”. “Tutti gli attori istituzionali e il mondo associativo ritengono che l’operatività della Zona Logistica Semplificata possa contribuire a dare nuova linfa al settore produttivo ravennate. Per questo ho recepito gli appelli che mi sono pervenuti – sottolinea il Prefetto di Ravenna, Castrese De Rosa, e ho rappresentato già nelle sedi governative competenti tale esigenza. Sono convinto che questa richiesta che proviene dal territorio sarà presto accolta perché davvero può costituire un volano per la ripresa dopo i tragici eventi alluvionali di maggio. Il sistema delle imprese ravennate è forte per resistere ai contraccolpi negativi e auspico che con il giusto sostegno saprà riprendere il trend di crescita che le è consono”. “È indubbio che stiamo attraversando un momento storico estremamente delicato, la tragica alluvione che ha colpito il nostro territorio, la pandemia, le guerre e i grandi stravolgimenti globali hanno inevitabilmente influito e influiscono tuttora sulla crescita e sullo sviluppo economico e occupazionale – evidenzia Michele de Pascale, presidente della Provincia di Ravenna -, sicuramente in questo scenario il lavoro del tavolo provinciale sulle opportunità economiche e occupazionali, grazie anche al supporto tecnico di dell’Osservatorio sull’economia e sul lavoro, è prezioso, per aiutarci a governare una situazione estremamente variabile e totalmente inedita e continuare a programmare il futuro del nostro territorio. Quello che è certo è che dobbiamo continuare a lavorare per sostenere e facilitare lo sviluppo degli ambiti economici ai quali siamo da sempre vocati, rendendoli all’altezza delle sfide della contemporaneità anche per la crescita delle nuove generazioni; penso, solo per fare alcuni esempi al progetto Agnes che raccoglie la sfida della produzione di energia verde, inserendosi nel solco della nostra storica esperienza in campo energetico o alla realizzazione della Zona logistica semplificata, al momento ancora in attesa dei decreti attuativi da parte del Governo, che farebbe esprimere al meglio le potenzialità del nostro scalo portuale, mettendolo ancora in più al centro e in rete con i tanti distretti produttivi della nostra regione e non solo”. Nel 2023, considerato il rallentamento del commercio mondiale connesso alle disfunzioni delle catene internazionali di produzione, l’export ravennate è stimato in calo, al netto dell’inflazione, del -10,6%, valore confermato dai dati registrati da Istat nei primi nove mesi dell’anno (-8,5%, dopo il -5,8% a giugno scorso). Nel 2024, le cose dovrebbero migliorare con un valore esportato, al netto dell’inflazione, in forte ripresa (stimato al +2,1%). E, sotto la pressione del contenimento di domanda interna e commercio mondiale, nonché dell’inflazione ancora anomala, è calato anche il valore aggiunto prodotto dall’industria ravennate, che subisce una flessione del -2,6%; nel 2024 riuscirà appena a tornare in terreno positivo (+0,5%). Concluso il capitolo dei “superbonus”, il valore aggiunto reale delle costruzioni registra una crescita rallentata nel 2023 (+3,7%), che contribuisce allo sviluppo complessivo, ma non più con una dinamica eccezionale come quella del 2022. La tendenza positiva si invertirà decisamente nel 2024 con lo scadere delle misure di sostegno adottate, conducendo il settore in recessione (-1,9%). Nel 2023, la fase di recessione dell’attività nell’industria e un deciso rallentamento della dinamica dei consumi, insieme all’aumento delle diseguaglianze, ha ridotto decisamente il ritmo di crescita del valore aggiunto nei servizi (+2,3%). Nel 2024 la contenuta crescita dei consumi permetterà al valore aggiunto dei servizi di continuare a crescere ma più lentamente (+1,1%). Per il valore aggiunto dell’agricoltura, dopo la crescita stimata per il 2022 (+3,1%), un risultato molto in recessione si prospetta per l’anno da poco conclusosi (-7,5%), dopo l’effetto degli eventi meteo negativi che hanno colpito particolarmente la provincia di Ravenna (alluvione, grandine, ecc…), che si sono accompagnati alle difficoltà che il settore sta da tempo registrando. Nel 2024 il recupero sarà difficile e proseguirà il trend negativo con una flessione del -2,7%.   Le indicazioni che emergono dall’indagine congiunturale tra le imprese manifatturiere da 1 a 500 addetti, vanno nella stessa direzione: per il complesso dell’industria manifatturiera ravennate, nel terzo trimestre del 2023, il volume della produzione realizza un tendenziale +3,5%; ma è l’andamento in frenata degli ordini il segnale più evidente del peggioramento dell’attività e si registrano valori già in ambito negativo (-0,2% per gli ordini complessivi). Maggior deterioramento si rileva per la componente estera (-2,6%, rispetto all’analogo trimestre del 2022). Più in affanno l’artigianato manifatturiero, sia sul fronte dei volumi produttivi (-2,4%), sia per i risultati del processo di acquisizione degli ordini (-2,1%). Soffre anche il comparto delle costruzioni, con il fatturato che prosegue il trend in discesa (-2,1%) e ben lontano dal risultato medio del 2022 (oltre +5%). Per il commercio al dettaglio, le vendite risultano in moderato recupero (+2,7%), diffuso tra tutte le tipologie analizzate, tenendo conto degli effetti inflattivi in graduale rientro.   Infine, cresce la richiesta di cassa integrazione da parte delle imprese, segno di come gli eventi climatici catastrofici ed il clima di incertezza sul fronte economico abbiano avuto ripercussioni negative sui livelli di attività. Per quanto riguarda il credito, a settembre il valore complessivo dei prestiti concessi al confronto con il dato dello stesso periodo dell’anno precedente, per il secondo trimestre consecutivo, risulta in calo (-4%), con trend in peggioramento; calano i prestiti bancari alle imprese (-6,7%), in particolare nel comparto manifatturiero (-7,1% rispetto al 2022) ed in quello dei servizi (-8,7%), con pesanti conseguenze disincentivanti per gli investimenti.    
Comunicazioni – Pubblicazioni Generali 04/03/2024
“La notizia che il Presidente dell’Adsp del Mar Adriatico orientale, Zeno D’Agostino, ha inviato le proprie dimissioni al Ministro Salvini per motivi familiari e personali ci spiace molto”, ha dichiarato il Presidente di Assoporti, Rodolfo Giampieri.  “D’Agostino, che è stato anche alla guida di Assoporti, rappresenta un importante punto di riferimento per la portualità italiana e la logistica tutta. Le motivazioni della scelta delle dimissioni merita tutto il nostro rispetto,” ha concluso Giampieri
Comunicazioni – Pubblicazioni Generali 26/02/2024
L’Autorità Portuale di Ravenna e FSRU Italia, società del gruppo Snam, hanno sottoscritto quest’oggi l'accordo in base al quale l'Autorità Portuale realizzerà la diga frangiflutti prevista dal progetto del rigassificatore galleggiante di Ravenna. Nell’ambito del progetto di rigassificatore, realizzato da FSRU Italia, che sarà operativo nel corso del 2025 al largo della costa ravennate, è infatti prevista la costruzione di una diga frangiflutti, collocata a poca distanza dalla piattaforma, per proteggere l’impianto e le navi metaniere da potenziali mareggiate. La diga frangiflutti, opera sostenuta da Cassa Depositi e Prestiti, la cui attuale configurazione è frutto di una serie di indagini ingegneristiche estremamente dettagliate e del continuo confronto con le autorità tecniche marittime, sarà lunga complessivamente circa 900 metri e larga circa 23,5, che in corrispondenza delle due testate si estendono per circa 38 m. I lavori per ospitare il nuovo il terminale di rigassificazione al largo della costa di Ravenna sono iniziati il 19 giugno 2023 e vedranno interventi in mare e a terra. Il rigassificatore sarà ormeggiato in corrispondenza dell’esistente piattaforma comunemente chiamata il “Ragno”, una struttura lunga 350 metri e alta 11,5 metri, che veniva utilizzata per ricevere le navi petroliere. Questi rigassificatori galleggianti, o FSRU - Floating Storage and Regasification Units, ricevono gas naturale liquefatto (GNL) a una temperatura di -162°C da altre navi metaniere e lo riportano allo stato gassoso per poterlo poi immettere nella rete nazionale di trasporto del gas. Le navi hanno caratteristiche relativamente semplici e non prevedono combustioni o reazioni specifiche. Si tratta di infrastrutture conosciute e a basso impatto ambientale, dotate di strumenti avanzati di monitoraggio e di sistemi di sicurezza, oltre ad essere sottoposte alle più stringenti misure di prevenzione e sicurezza, a garanzia delle persone e dei territori interessati, in conformità alla normativa nazionale.
Comunicazioni – Pubblicazioni Generali 23/02/2024
La Rete Nazionale dei CUG, della quale il CUG dell'Autorità Portuale di Ravenna fa parte, pubblica periodicamente, sin da dicembre 2018, un magazine on line  dal titolo “La Voce dei CUG”. Tale strumento informativo rispecchia nel taglio editoriale lo spirito che anima la Rete stessa, vale a dire il gioco di squadra e la valorizzazione delle differenze.  Ogni numero del periodico offre spunti di riflessioni mediante focus di attualità sulle tematiche dei CUG, interviste, iniziative, eventi, proposte culturali e giornate di rilevanza sociale. Tutti i numeri de “La Voce dei CUG” sono consultabili sul sito del Dipartimento della Funzione pubblica, nella sezione dedicata al Portale dei CUG. Leggi il primo numero del 2024 del Magazine: https://www.regione.lazio.it/sites/default/files/2024-02/La-voce-cug-Magazine-anno4-n1.pdf
Comunicazioni – Pubblicazioni Generali 23/02/2024
Si è tenuto nella mattinata del 22 febbraio, presso l’Aula dei Gruppi Parlamentari della Camera dei Deputati, il convegno celebrativo “1994-2024: 30 anni insieme nei porti”, organizzato dal Comando generale delle Capitanerie di porto e Assoporti per celebrare i 30 anni dalla legge 28 gennaio 1994, n. 84, con la quale furono istituite le Autorità portuali (oggi Autorità di Sistema portuale) nei principali scali nazionali, e venne costituito il Comando Generale delle Capitanerie di porto – Guardia Costiera.  L’incontro si è sviluppato attraverso due panel tematici: il primo incentrato sull'istituzione delle Autorità Portuali, con la presenza del Presidente di Assoporti, Rodolfo Giampieri, e il secondo con la presenza del Comandante generale della Guardia Costiera, Ammiraglio Nicola Carlone, per raccontare il percorso che ha portato alla trasformazione dall'Ispettorato generale al Comando generale delle Capitanerie di porto - Guardia Costiera e che ha visto, nello stesso anno, l’istituzione del Centro di Coordinamento del soccorso marittimo – IMRCC.  In platea erano presenti numerose Autorità e diversi rappresentanti del cluster marittimo nonché i presidenti delle Autorità di Sistema portuale e i Comandanti regionali delle 15 direzioni marittime della Guardia Costiera.  In apertura i saluti del Presidente della Camera dei Deputati On. Lorenzo Fontana, che ha voluto sottolineare la strategicità del settore: “la portualità nel nostro Paese ha sempre assunto un ruolo di rilevanza a livello geopolitico ed economico. Il trasporto marittimo attrae una quota variabile tra l’80% e il 90% dell’intero commercio mondiale, in termini di volume, e del 70% in termini di valore.”  Prima di avviare i lavori della mattinata con gli interventi dei vari relatori, ha preso la parola il Vice Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, On. Edoardo Rixi, che ha ringraziato la Guardia Costiera e Assoporti per aver organizzato questo evento celebrativo e ha ricordato come il Ministero sia al lavoro per tracciare le linee di azione del riordino organico del settore, nel solco dell’indirizzo parlamentare: “Le nostre Autorità portuali sono eccellenze a livello europeo. Abbiamo bisogno di norme affinché le best practice possano diventare patrimonio comune. Abbiamo anche la necessità di una sincronia sempre maggiore tra Ministeri sul sistema del lavoro portuale, della cantieristica, dell'industria navale: temi complessi per la legislazione italiana.”  Il Presidente di Assoporti, Rodolfo Giampieri, durante il suo intervento ha voluto celebrare la sinergia tra le due Organizzazioni e tutte le altre figure del cluster marittimo, dichiarando: "Oggi festeggiamo un anniversario importante. Da 30 anni le Autorità portuali e il Comando Generale delle Capitanerie di Porto lavorano insieme per lo sviluppo dei principali porti italiani. Il mondo è in continua trasformazione e la portualità moderna si trasforma di conseguenza. Come Autorità di Sistema Portuale, stiamo lavorando molto anche in considerazione dei fondi a disposizione dal PNRR e del fondo complementare per rendere i porti ancora più innovativi e sostenibili. La filiera marittima e portuale funziona grazie a tutti gli stakeholder del settore, fatto di persone che operano in porto in collaborazione, con un’organizzazione certa che ha sempre garantito il suo funzionamento."  Il Comandante Generale Ammiraglio Ispettore Capo Nicola Carlone, ha parlato delle prospettive di sviluppo delle Capitanerie di porto-Guardia Costiera: “le linee di indirizzo e gli assetti strategici del Corpo – ha detto l’Ammiraglio - devono necessariamente passare attraverso l’evoluzione digitale e il suo impatto nel mondo dello shipping. La sfida è quella di innovare i servizi, dotarsi di un nuovo modello operativo e di un moderno assetto organizzativo al fine di migliorare i servizi forniti ai cittadini in termini di semplicità, innovazione ed efficienza, e tutto questo si realizza grazie alle 11.000 donne e uomini della Guardia Costiera che affrontano con passione, competenza e professionalità il proprio quotidiano lavoro al servizio del Paese. Ma ciò è possibile - ha concluso l’Ammiraglio Carlone – perché si può contare sulla solida base di 30 anni di valori, di esperienze che chi mi ha preceduto ha saputo tracciare, con arguzia e lungimiranza, e che oggi celebriamo con grande emozione e soddisfazione.”  In conclusione, il video messaggio del Vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo SALVINI: “Le Capitanerie di Porto svolgono un ruolo fondamentale nello sviluppo del traffico portuale in Italia; per questo l'obiettivo che auspico è quello di avere numeri adeguati alle responsabilità, stiamo lavorando per arrivare entro il 2030 a 15mila persone in forze alla nostra Guardia Costiera. Per il futuro intendiamo agevolare la modernizzazione delle infrastrutture, collegare le banchine con gli assi viari è la priorità. La vera decarbonizzazione significa favorire l’intermodalità e la realizzazione di scali moderni e funzionali. ".
Comunicazioni – Pubblicazioni Generali 20/02/2024
La Rete nasce come “azione positiva” per favorire il dialogo e la progettazione comune tra più amministrazioni con l’intento di valorizzare il ruolo che i Comitati Unici di Garanzia possono avere per prevenire e contrastare ogni forma di discriminazione e realizzare ambienti di lavoro improntati, al tempo stesso, al benessere organizzativo ed alla efficienza nei risultati.  L’esperienza di mettere le Amministrazioni a confronto su temi di attenzione alla persona, creando situazioni di sinergia e rafforzamento delle azioni positive, rappresenta senz’altro un valore aggiunto nel panorama del lavoro pubblico e, comunque, del lavoro in genere, e consente di superare le barriere delle individualità delle organizzazioni, dando vita a costruttive forme di confronto e di collaborazione importanti nel contesto della Pubblica Amministrazione. La Rete trae profitto dalla ricchezza delle diversità dei CUG delle P.A. aderenti, dal confronto e dal sostegno reciproco anche attraverso la messa a comune di fattori di esperienza e competenza specialistica in relazione alle funzioni istituzionali delle varie amministrazioni. GUARDA IL VIDEO: https://www.youtube.com/watch?v=J0ocVWzCqs4  
Comunicazioni – Pubblicazioni Generali 20/02/2024
Il Consiglio Direttivo del The International Propeller Club Port of Ravenna ha organizzato per il giorno 28 febbraio 2024 ore 19:30 un incontro conviviale a tema IL CIPOM ED IL PRIMO PIANO DEL MARE LE PROSPETTIVE DI UN MINISTERO DEL MARE La Struttura di Missione per le Politiche del Mare istituita dal Consiglio dei Ministri ha designato un elenco di dieci esperti con il ruolo di supportare il Cipom (Comitato Interministeriale per le Politiche del Mare) nel compito di assicurare il coordinamento e la definizione degli indirizzi strategici delle politiche del mare per la redazione del “Primo piano del mare”. Il Cipom si occupa di economia marittima, coordinamento, sviluppo e difesa per eliminare o ridurre le sovrapposizioni di competenze e le relative incertezze, nonché raccogliere la sfida del superamento delle criticità che riducono le potenzialità strategiche di questa grande risorsa che è il mare. L’Italia, come previsto dall’articolo 12 del DL 173 del 2022, dal 31 luglio scorso ha dunque il suo primo Piano nazionale del mare che dovrà essere aggiornato con cadenza triennale. Ne parleremo con: Saluti - Avv. Simone Bassi (Presidente Propeller Port of Ravenna) - Sen. Nello Musumeci (Ministro per la Protezione Civile e le Politiche del mare) - videomessaggio Introduce e modera - Avv. Umberto Masucci (Presidente The International Propeller Clubs) Interventi - Amm. Pierpaolo Ribuffo (Ammiraglio di Divisione – Comandante interregionale marittimo Nord - designato quale esperto per la redazione del Piano del Mare)  - Prof.ssa Greta Tellarini (Professoressa di diritto della navigazione e dei trasporti - designato quale esperto per la redazione del Piano del Mare) L’incontro si terrà presso il Grand Hotel Mattei, in Via Enrico Mattei n. 25 a Ravenna. Per informazioni telefonare al n. 0544-61491 oppure al n. 335-7010866 ovvero per e-mail a propeller.ravenna@gmail.com  
Comunicazioni – Pubblicazioni Generali 16/02/2024
Guberti: “Un passo avanti importante per il quale ringrazio i Ministri Fitto, Urso, Giorgetti e Salvini, i Prefetti di Ferrara e Ravenna, i Parlamentari regionali, Unioncamere nazionale e regionale, le Istituzioni e le forze economiche e sociali per il sostegno all’appello della Camera di commercio” “Un passo avanti importante per il quale ringrazio i Ministri Fitto, Urso, Giorgetti e Salvini, i Prefetti di Ferrara e Ravenna, i Parlamentari regionali, Unioncamere nazionale e regionale, le Istituzioni e le forze economiche e sociali per il sostegno all’appello della Camera di commercio per l’istituzione della Zona Logistica Semplificata Emilia-Romagna. Così come ringrazio l’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna, gli assessori Corsini e Colla e il presidente, Stefano Bonaccini, per aver dato avvio, nel 2022, nella cornice del Patto per il Lavoro e per il Clima, al Piano di sviluppo strategico della ZLS regionale che ha consentito di portare avanti il percorso di istituzione del progetto”. Così il presidente della Camera di commercio, Giorgio Guberti, commenta il parere favorevole della Conferenza Unificata allo schema di regolamento che disciplina le procedure, le condizioni e le modalità per l’istituzione delle Zone Logistiche Semplificate (ZLS) nel perimetro di compatibilità del regime di aiuti di Stato previsto dall’ordinamento europeo. Regolamento, che mira a creare condizioni positive in termini economici, finanziari e amministrativi per consentire, nelle aree interessate, lo sviluppo delle imprese già operanti e l'insediamento di nuove imprese, rafforzando la loro competitività anche attraverso le misure di agevolazione e semplificazione previste per le Zone Logistiche. “Un progetto speciale, unitario e strategico, per la movimentazione delle merci in Emilia-Romagna – prosegue Guberti – che, nel coinvolgere i Comuni di Argenta, Bagnacavallo, Bondeno, Codigoro, Conselice, Cotignola, Faenza, Ferrara, Lugo, Ostellato e Ravenna, metterà in relazione infrastrutture viarie e ferroviarie e aree produttive commerciali con il porto di Ravenna, il cuore pulsante della Zona Logistica Semplificata. Un risultato al quale lavoriamo da tempo, che ora apre una prospettiva nuova per i nostri territori. Dopo la firma del decreto istitutivo, che confido giunga nel più breve tempo possibile, si insedierà il Comitato d’indirizzo, l’organo politico ed amministrativo della ZLS. Ad esso spetterà l’importante compito di assicurare gli strumenti che garantiscono l'insediamento e la piena operatività delle aziende presenti nella Zona Logistica, nonché la promozione sistematica dell'area verso i potenziali investitori internazionali. I settori economici coinvolti – conclude il presidente della Camera di commercio - rappresentano il 10% delle imprese insediate nella regione, il 25% degli occupati nonché il 93% delle esportazioni. Siamo di fronte ad una grande opportunità che, proprio per queste ragioni, va colta e supportata con una forte spinta alla semplificazione”. Zone logistiche semplificate     • Sono istituite con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, da adottare su proposta del Ministro per il Sud e la coesione territoriale, di concerto con il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti e il Ministro dell'economia e delle finanze, su proposta della regione interessata, per una durata massima di sette anni, rinnovabile fino a un massimo di ulteriori sette anni.    • Si tratta di aree geografiche di dimensioni limitate all'interno delle quali sono previsti particolari agevolazioni e incentivi per le aziende insediate o che decidono di insediarsi.    • Tra i principali vantaggi, la riduzione di un terzo dei termini procedimentali, la diminuzione dei termini previsti per la conferenza dei servizi decisoria, l’utilizzo del credito d’imposta per l’acquisto di nuovi beni strumentali per le imprese che effettuino investimenti all’interno della ZLS, nel rispetto della normativa europea sugli aiuti di Stato.  
Comunicazioni – Pubblicazioni Generali 12/02/2024
Il Ministro Lollobrigida allo Stand Italia Berlino: Fruit Logistica, la principale fiera internazionale dell’ortofrutta, si è svolta a Berlino la settimana scorsa in un clima di grande attenzione per il settore primario. I porti italiani si sono presentati all'interno di un padiglione Italia che è stato realizzato unitamente ad Agenzia ICE, al fine di lavorare in sinergia per lo sviluppo del comparto anche al fine di attrarre nuovi investimenti negli scali portuali del Paese.  La manifestazione rappresenta il fulcro delle relazioni mondiali degli operatori del settore agroalimentare e di tutto l’indotto. Nell'edizione appena finita è stata data particolare attenzione sullo scenario economico da parte del sistema portuale italiano insieme a istituzioni, imprese e stakeholder.  In un contesto generale di aumento dei costi di produzione, effetti tangibili del cambiamento climatico sulle coltivazioni, si aggiungono le incertezze derivanti dallo scenario mondiale con il protrarsi della guerra in Ucraina, la crisi del canale di Suez che ha un impatto consistente anche sulla movimentazione delle merci del settore ortofrutticolo. Secondo i dati di Confagricoltura, il comparto dell’ortofrutta fresca, esclusi i trasformati industriali, vale oltre 16 miliardi di euro. L’export di tutto il comparto, comprensivo anche della filiera, nei primi dieci mesi del 2023 ha raggiunto quota 9,4 miliardi di euro (+ 11,5% rispetto all’anno precedente), confermandosi settore essenziali per il Paese. Grazie alla presenza dei porti italiani sono stati sottoscritti degli accordi per garantire dei corridoi privilegiati per il flusso delle merci (import-export), in particolare con l'area del Nord Africa.  "I porti italiani," ha dichiarato il Presidente di Assoporti, Rodolfo Giampieri, "hanno un ruolo di primo piano per l’export e import di molti prodotti ortofrutticoli. La conferma del ruolo dei porti per la filiera è data dalle numerose attività svolte nel padiglione del sistema portuale italiano unitamente agli uffici per l'attrazione degli investimenti e l'internazionalizzazione di ICE, e dalle visite istituzionali importanti come la presenza del Ministro dell'Agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste, Francesco Lollobridiga e il Presidente di ICE, Matteo Zoppas, accompagnati dal Direttore Generale ICE, Lorenzo Galanti e dal Direttore della sede di Berlino di ICE, Ferdinando Fiore. Il momento in cui stiamo lavorando è molto particolare e le attività del sistema portuale nei contesti internazionali diventano ancor più importanti," ha concluso Giampieri. Al seguente link trovate le foto dell’evento: https://www.assoporti.it/it/associazione/comunicazione/eventi/fruit-logistica/ Per informazioni:     t.murgia@assoporti.it  (Tiziana Murgia) 3466411288  
Comunicazioni – Pubblicazioni Generali 12/02/2024
Nel corso del 2023 - dopo due anni particolarmente positivi nei quali sono stati superati i volumi ante pandemia e si è stabilito per due volte il record storico di traffico - il porto di Ravenna ha registrato un calo di traffico, movimentando complessivamente 25.503.131 tonnellate, in calo del 6,9% (1,8 milioni di tonnellate in meno) rispetto al 2022. Gli sbarchi sono stati pari a 22.108.488 tonnellate e gli imbarchi pari a 3.394.643 tonnellate (rispettivamente, -7,5% e -2,7% rispetto al 2022). Negativo, in particolare, l’andamento degli ultimi due mesi rispetto agli stessi mesi del 2022: quello di novembre, nel quale sono state movimentate 1.779.254 tonnellate, in diminuzione del 16,6% (354 mila tonnellate in meno) e quello di dicembre, nel quale sono state movimentate 2.090.815 tonnellate, in diminuzione dell’1,9% (oltre 40 mila tonnellate in meno). Da segnalare il dato negativo dei materiali per le ceramiche, con 1,4 milioni di tonnellate in meno, che rappresentano il 75% del calo totale del porto rispetto all’anno precedente. Il numero di toccate delle navi è stato pari a 2.533, per 170 navi in meno rispetto quelle del 2022 (-6,7%). La stazza media netta delle navi nel 2023 (pari a 9.784 tonnellate), invece, ha registrato un incremento (5,5% rispetto al 2022) - un trend iniziato nel 2019 (+2,4% rispetto al 2018) e proseguito nel 2022 (+32,3% rispetto al 2021) - ascrivibile principalmente a 25 toccate di navi da crociera con una stazza netta superiore alle 100.000 tonnellate e 31 toccate con una stazza netta superiore alle 50.000 tonnellate. Sono diversi i fattori che hanno causato il brusco rallentamento della crescita globale. La peggiore crisi energetica verificatasi dagli anni settanta, che ha innalzato l'inflazione a livelli mai rilevati da molti decenni; le politiche monetarie restrittive conseguenti, per combattere l'inflazione; l’aumento dei tassi di interesse; la diminuzione del potere di acquisto e dei salari reali in molti paesi; l’interruzione delle forniture e la conseguente insicurezza alimentare globale, a causa di guerre e fattori climatici avversi che hanno provocato l’aumento dei prezzi e limitato la circolazione di generi alimentari. Naturalmente i conflitti in corso hanno giocato e giocano un ruolo fondamentale sull’andamento generale dell’economia del nostro Pese e quindi, inevitabilmente, anche sull’andamento dei traffici di merci che vengono movimentati nei nostri porti. Sono passati quasi due anni dal 24 febbraio 2022, quando la Federazione Russa ha invaso il territorio dell’Ucraina, segnando così una brusca escalation del conflitto russo-ucraino in corso dal 2014. E gli effetti negativi della guerra tra Russia e Ucraina sul porto di Ravenna, come nel 2022, si sono fatti sentire anche nel 2023. Nel 2022 e nel 2023 sono state perse, infatti, 1.694.569 tonnellate di traffico dall’Ucraina, il 58,3% in meno rispetto al 2021. Ravenna è da sempre, infatti, il porto di riferimento dei paesi che si affacciano sul Mar Nero e, in particolare, dell’Ucraina, da cui storicamente provenivano grossi quantitativi di materie prime per l’industria ceramica e di prodotti metallurgici, oltre a cereali, farine e oli vegetali. Il distretto ceramico di Sassuolo è quello che più ne ha risentito, con un’importazione di materie prime dall’Ucraina praticamente azzerata e la necessità di ricercare nuove fonti di approvvigionamento alternative. Stessa sorte anche per i prodotti metallurgici. Dopo la scadenza, a luglio 2023, dell’accordo per l’esportazione di grano ucraino dai porti sul Mar Nero (firmato tra Russia e Ucraina, con la mediazione di Turchia e ONU, nel giugno 2022 e più volte rinnovato), solo i corridoi di solidarietà attivati dall’UE per l’esportazione dei cereali ucraini verso Europa e resto del mondo hanno consentito una rotta disponibile e sicura che ha consentito permesso di mantenere un traffico di una certa rilevanza con l’Ucraina. In effetti, nel 2023 sono sbarcate nel porto di Ravenna 823.530 tonnellate di grano e mais ucraini, 598.648 tonnellate in più (il 266,2%) rispetto quelle del 2021, anno precedente all’inizio del conflitto. Poi nel maggio del 2023 è arrivata l’alluvione su Ravenna e i territori circostanti, con piogge persistenti, allagamenti, straripamenti e frane che hanno causato pesanti danni alle imprese, interruzioni alle infrastrutture di collegamento stradali e ferroviarie, come pure disagi al lavoro portuale per i dipendenti alluvionati e la necessità di tutelare la sicurezza nei giorni di maggiore criticità, interrompendo le operazioni di sbarco/imbarco. Nel 2022 il valore aggiunto (la ricchezza creata) dai comuni colpiti dall’alluvione ammontava a oltre 38 miliardi di euro (24% del PIL regionale; 2,2% del PIL nazionale) e le previsioni formulate prima dell’alluvione per il 2023 ipotizzavano una crescita dello 0,7% che avrebbe portato a superare i 40 miliardi di euro. I danni si attestano oggi tra i 7 e i 10 miliardi di euro, tra il 18% e il 26% del valore aggiunto del territorio. I riflessi di questo evento catastrofico per il porto e la movimentazione si sono fatti sentire da subito sul traffico ferroviario e nei mesi successivi, quando si è registrata una consistente diminuzione degli arrivi di navi e di merci. Tra maggio e giugno 2023 il porto di Ravenna ha perso 514 treni, il 37% in meno dello stesso bimestre dell’anno precedente e il 6,3% in meno sui treni totali del 2022. Infine la crisi del mar rosso. L’attacco terroristico del 7 ottobre 2023 e la guerra tra Israele e Hamas, con gli attacchi dei ribelli Houthi yemeniti contro tutte le navi, in transito dallo Stretto di Bab Al-Mandab, stanno mettendo in crisi l’area del Mar Rosso e limitando fortemente il transito dal Canale di Suez, uno dei punti nevralgici del commercio mondiale. Nonostante il crescente impegno militare degli Stati Uniti e dell’Europa, non appaiono ancora spiragli di risoluzione a una crisi che sta creando grossi problemi a tutta la catena di approvvigionamento globale, in particolare ai traffici marittimi, con conseguenze economiche disastrose, sia a livello mondiale che italiano. Le principali compagnie di navigazione portacontainer da metà dicembre 2023 hanno sospeso il transito vicino alle coste yemenite e attraverso il Canale di Suez, da cui passa il 12% delle merci mondiali. La quota di import e di export italiani che transita dal canale di Suez è vicina al 40%. La rotta alternativa utilizzata è la circumnavigazione dell’Africa dal Capo di Buona Speranza e l’arrivo al Mediterraneo attraverso Gibilterra, con tempi più lunghi del 30%, ovvero circa 10 giorni in più. I porti potenzialmente più svantaggiati sono quelli dell’Adriatico (Ravenna e Trieste), mentre ne trarranno vantaggio gli Hub di Le Havre, Rotterdam, Amburgo e, in generale, i porti del Nord Europa che, tra l’altro, godono di un pricing di noli inferiore. La sfida si giocherà, dunque, sulla capacità di stoccare scorte a terra, che da sempre è uno dei punti di forza del porto di Ravenna. Ritardi e cambi di rotta stanno già colpendo, comunque, anche il porto di Ravenna che importa dal medio ed estremo Oriente soprattutto prodotti metallurgici e che, pur non avendo servizi container diretti con il Far East, ha comunque collegamenti feeder con i maggiori Hub portuali situati nel Mediterraneo. In particolare, per quanto riguarda il traffico nel mese di dicembre, pari a 2,1 milioni di tonnellate, si è registrato un calo della movimentazione della merce proveniente dai porti dal medio ed estremo Oriente (-35% rispetto alla media). Analizzando le merci per condizionamento, nel 2023, rispetto al 2022, le merci secche (rinfuse solide, merci varie e unitizzate), con una movimentazione pari a 20.900.769 tonnellate, sono calate del 7,1% (oltre 1,6 milioni di tonnellate in meno). Nell’ambito delle merci secche, rispetto al 2022 le merci unitizzate in container sono calate del 2,9% (2.352.272 tonnellate, con 69 mila tonnellate in meno), le merci su rotabili (1.866.015 tonnellate) sono aumentate del 2,6%. I prodotti liquidi - con una movimentazione pari a 4.602.362 tonnellate - nel 2023 sono calati del 5,8% rispetto al 2022. Il comparto agroalimentare (derrate alimentari e prodotti agricoli), con 5.206.157 tonnellate di merce movimentata, ha registrato nel 2023 un calo dell’8,8% rispetto al 2022. Analizzando l’andamento delle singole merceologie, risulta un segno negativo per quanto riguarda i prodotti agricoli (2.064.494 tonnellate contro i 2.146.078 del 2022; -3,8%) e, in particolare, per la movimentazione (tutti sbarchi) dei cereali, che chiudono il 2023 con 1.895.436 tonnellate e un -6,7% rispetto al 2022. Per quanto riguarda l’import di cereali, per i quali il principale Paese di provenienza è stato l’Ucraina con 891 mila tonnellate (+34,1%), risulta inferiore di 95.024 tonnellate rispetto al 2022. In calo anche gli oli animali e vegetali che, con 675.972 tonnellate, hanno registrato nel 2023 un -25,6% rispetto al 2022, principalmente ascrivibile all’alluvione di metà maggio scorso che ha coinvolto pesantemente lo stabilimento UNIGRÀ di Conselice (azienda specializzata nella trasformazione e vendita di olii e grassi alimentari di alta qualità) che ha dovuto fermare la propria attività a causa degli ingenti danni agli uffici e agli impianti, compromettendo la produzione e l’importazione delle materie prime che avviene tramite il porto di Ravenna. Pesante nel 2023 il bilancio per i materiali da costruzione che, con 4.079.701 tonnellate movimentate, registrano un calo del 26,6% rispetto allo stesso periodo del 2022. Le importazioni di materie prime per la produzione di ceramiche del distretto di Sassuolo sono state pari a 3.665.870 tonnellate (-27,9% in meno). Per i prodotti metallurgici, nel 2023, si è registrato un aumento dell’1,9% rispetto al 2022, con 6.514.751 tonnellate movimentate (quasi 120 mila tonnellate in più). Negativa invece nel 2023, rispetto al 2022, la performance dei prodotti chimici (-7,2%), con 1.056.084 tonnellate. In crescita i prodotti petroliferi (+1,0%) nel 2023, con 2.621.409 tonnellate e un aumento di quasi 27 mila tonnellate. Per quanto riguarda i concimi sono state movimentate 1.553.139 tonnellate nel 2023, il 4,2% in più rispetto al 2022. I contenitori, pari a 216.981 TEUS nel 2023, sono calati del 5,0% rispetto al 2022. I TEUs pieni sono stati 165.025 (il 76% del totale), in calo del 6,9% rispetto al 2022 mentre quelli vuoti sono stati 51.956, in crescita dell’1,3% rispetto al 2022. In termini di tonnellate, la merce trasportata in contenitori nel 2023 (2.352.272 tonnellate) è diminuita del 2,9% rispetto al 2022. Il numero di toccate delle navi portacontainer, pari a 457, è in diminuzione (52 toccate in meno, -10,2%) rispetto alle 509 del 2022. Buona la loro performance nel mese di dicembre 2023, nel quale sono stati movimentati 17.472 TEUs, di cui 13.120 pieni (+7,1% sul 2022) e 4.352 vuoti (+15,7% sul 2022), in aumento rispetto a dicembre 2022 del 9,1%. Sono 182.406 le tonnellate corrispondenti, in crescita dell’8,8% rispetto a dicembre 2022. Nel 2023 trailer e rotabili sono cresciuti complessivamente del 6,5% per numero di pezzi movimentati (96.586 pezzi) rispetto al 2022. Per quanto riguarda i trailer, il 2023 si chiude con un risultato negativo della linea Ravenna - Brindisi - Catania: nel 2023, infatti, i pezzi movimentati, pari a 78.298, sono calati del 2,9% (2.297 pezzi in meno) e la merce movimentata (1.866.015 tonnellate) è diminuita del 2,6% rispetto al 2022. Negativo anche il mese di dicembre dove sono stati movimentati 5.540 pezzi, in diminuzione del 15,9% rispetto a dicembre 2022. Ottima la performance per le automotive che, nel 2023, hanno movimentato 15.554 pezzi, in aumento (+93,9%) rispetto ai 4.906 dello stesso periodo del 2022. Tale risultato è da imputare al nuovo traffico acquisito nel corso del 2023 dal Gruppo SAPIR (diventato Hub logistico per le vetture BMW) ed in partenza verso i mercati dell’Asia Orientale. Molto positivo, in particolare, l’andamento nel mese di dicembre 2023, con 1.858 pezzi movimentati (a dicembre 2022 erano arrivati 902 pezzi). Nel 2023 si sono registrati al Terminal Crociere di Ravenna 99 scali di navi da crociera, per un totale di 330.952 passeggeri, di cui 281.192 in “home port” (140.936 sbarcati e 140.256 imbarcati) e 49.510“in transito”, il record di sempre per il porto di Ravenna. Nel comprensorio portuale di Ravenna il traffico ferroviario nel 2023 è calato, in termini di merce e di numero di treni, rispettivamente del 12,8% e dell’8,5% rispetto al 2022. Sono state trasportate via treno 3.395.261 tonnellate di merce, per 7.098 treni. Il numero di carri, pari a 65.649, è in calo del 4,8% rispetto al 2022. Ravenna si conferma comunque sul podio dei primi porti italiani per movimentazione merci ferroviaria. I principali motivi del calo del traffico ferroviario nel 2023 sono imputabili alle interruzioni dei collegamenti fra il porto e l’infrastruttura ferroviaria principale a seguito dell’alluvione di maggio scorso e alla forte contrazione dei volumi di produzione, vendite ed export dell’industria italiana delle piastrelle di ceramica che hanno limitato il consumo di materie prime. Anche per quanto riguarda i contenitori, in termini di TEUs, si è registrata una significativa diminuzione rispetto al 2022, ovvero sono stati movimentati 15.931 TEUS, contro i 23.563 (-32,4%). Le principali categorie merceologiche movimentate sono: -              i metallurgici, che rappresentano il 61,3% del totale (-9,2% sul 2022), -              i cereali e sfarinati, che costituiscono il 13,5% del totale (+25,0% sul 2022), -              i chimici liquidi, ovvero il 10,6% del totale (+9,2% sul 2022) -              gli inerti, in prevalenza argilla e feldspato, che rappresentano l’8,6% del totale (-37,0% sul 2022), -              la merce in container, ovvero il 5,1% del totale (-23,2% sul 2021) In calo anche l’incidenza del traffico ferroviario sul traffico marittimo, che nel 2023 è il 13,3%, mentre lo scorso anno era il 13,5%. Dalle prime stime sulla movimentazione complessiva relative a gennaio 2024, i traffici sembrano in calo di oltre il 18% (circa 400.000 tonnellate in meno) rispetto allo stesso mese del 2023, principalmente a causa della crisi di Suez sui traffici dei porti del nord Adriatico, già analizzati in precedenza. L’impatto del calo della movimentazione si è registrato in maniera significativa a partire dalla seconda metà del mese e tutt’ora persiste. Nel confronto con il mese di gennaio 2023, tutte le merceologie risulterebbero in calo ad esclusione dei concimi (+162%), dei chimici liquidi (+40%) e dei combustibili minerali solidi (+16%). Negativo il dato relativo ai materiali da costruzione (-54%), degli agroalimentari solidi (-32%) e liquidi (-7%), dei metallurgici (-14%) e dei petroliferi (-6%). I container a gennaio dovrebbero diminuire rispetto al 2023 del 32,5% per numero di TEUs (circa 5.000 TEUs in meno) e del 31,3% per tonnellate di merce (circa 55.000 tonnellate in meno). Un risultato negativo si delinea anche per i trailer, che dovrebbero ridursi rispetto a gennaio 2023 di oltre il 25% per numero di pezzi (circa 1.600 pezzi in meno) e del 19% per tonnellate di merce (circa 29.000 tonnellate in meno). A cura del Servizio Analisi e Statistica (Area Pianificazione, Sviluppo, Promozione e Progettazione UE)  
Comunicazioni – Pubblicazioni Generali 09/02/2024
Nel 2023 il valore aggiunto ravennate è aumentato dello 0,4% rispetto al 2022 (chiuso a +3,5%), in misura inferiore (a causa dei tragici eventi alluvionali dello scorso mese di maggio) sia alla media italiana (+0,7%), sia al dato riferito all’Emilia-Romagna (+0,9%). Lo ha reso noto l’Osservatorio dell’economia della Camera di commercio di Ferrara e Ravenna nella riunione del Tavolo sulle opportunità economiche e occupazionali tenutosi, presso la sala Cavalcoli dell’Ente di viale Farini, il 9 febbraio alla presenza, tra gli altri, del Presidente della Camera di commercio, Giorgio Guberti, del Prefetto di Ravenna, Castrese de Rosa, del Presidente della Provincia di Ravenna, Michele de Pascale, dei rappresentanti delle Istituzioni, dei vertici delle associazioni di categoria e di Guido Caselli, direttore del Centro Studi di Unioncamere Emilia-Romagna. E’ il fronte internazionale, però, a preoccupare di più la Camera di commercio ed il sistema delle imprese, con i significativi rischi al ribasso derivanti, in particolare, dalla crisi in Medio Oriente e dall'irrigidimento delle condizioni di finanziamento. Tra le principali preoccupazioni dell’Ente di viale Farini, nonostante la vivace dinamica dei servizi (+2,3% nel 2023 e +1,1% nel 2024), l'indebolimento del ciclo manifatturiero, che contribuisce a ridurre le prospettive di crescita del commercio internazionale e le quotazioni delle materie prime e dei prodotti energetici. In valore assoluto e al netto dell’inflazione, già nel 2022 Ravenna aveva segnato il superamento dei livelli del 2019 (con 11,2 miliardi); la tendenza alla crescita, anche se molto più rallentata, continua nel 2023 (11,3 miliardi) e dovrebbe proseguire anche quest’anno, con il raggiungimento della soglia di 11,4 miliardi. “Per ridare lavoro a chi lo ha perso e ai tanti giovani che lo cercano - ha detto il presidente della Camera di commercio, Giorgio Guberti - bisogna mettere l’impresa al centro di qualsiasi azione riformatrice, semplificando il quadro normativo e fiscale e lavorando con determinazione per combattere le inutili incrostazioni burocratiche che frenano i nostri imprenditori. Il modello di sviluppo nel quale crede la Camera di commercio è quello fatto di imprenditorialità diffusa, distretti, filiere, reti, territorio in cui le opportunità, della modernizzazione e delle nuove tecnologie, siano patrimonio di tutti. Per dare slancio alla crescita, rallentata a causa dei tragici eventi alluvionali dello scorso mese di maggio, sarebbe inoltre fondamentale rendere operativa la Zona Logistica Semplificata nella nostra regione, attraverso l’emanazione da parte del Governo dei decreti attuativi oramai non più rinviabili, e perseguire l’approfondimento dei fondali del porto di Ravenna fino a 14,5 metri, dopo che, anche grazie al forte impegno dell’Autorità Portuale, è stata annunciata la conclusione anticipata della prima tranche dei lavori. Sul tema della semplificazione, e della capacità dello pubblica amministrazione di garantirne ovunque l’applicazione – ha concluso il presidente della Camera di commercio - passa gran parte del futuro del Paese”. “Tutti gli attori istituzionali e il mondo associativo ritengono che l’operatività della Zona Logistica Semplificata possa contribuire a dare nuova linfa al settore produttivo ravennate. Per questo ho recepito gli appelli che mi sono pervenuti – sottolinea il Prefetto di Ravenna, Castrese De Rosa, e ho rappresentato già nelle sedi governative competenti tale esigenza. Sono convinto che questa richiesta che proviene dal territorio sarà presto accolta perché davvero può costituire un volano per la ripresa dopo i tragici eventi alluvionali di maggio. Il sistema delle imprese ravennate è forte per resistere ai contraccolpi negativi e auspico che con il giusto sostegno saprà riprendere il trend di crescita che le è consono”. “È indubbio che stiamo attraversando un momento storico estremamente delicato, la tragica alluvione che ha colpito il nostro territorio, la pandemia, le guerre e i grandi stravolgimenti globali hanno inevitabilmente influito e influiscono tuttora sulla crescita e sullo sviluppo economico e occupazionale – evidenzia Michele de Pascale, presidente della Provincia di Ravenna -, sicuramente in questo scenario il lavoro del tavolo provinciale sulle opportunità economiche e occupazionali, grazie anche al supporto tecnico di dell’Osservatorio sull’economia e sul lavoro, è prezioso, per aiutarci a governare una situazione estremamente variabile e totalmente inedita e continuare a programmare il futuro del nostro territorio. Quello che è certo è che dobbiamo continuare a lavorare per sostenere e facilitare lo sviluppo degli ambiti economici ai quali siamo da sempre vocati, rendendoli all’altezza delle sfide della contemporaneità anche per la crescita delle nuove generazioni; penso, solo per fare alcuni esempi al progetto Agnes che raccoglie la sfida della produzione di energia verde, inserendosi nel solco della nostra storica esperienza in campo energetico o alla realizzazione della Zona logistica semplificata, al momento ancora in attesa dei decreti attuativi da parte del Governo, che farebbe esprimere al meglio le potenzialità del nostro scalo portuale, mettendolo ancora in più al centro e in rete con i tanti distretti produttivi della nostra regione e non solo”. Nel 2023, considerato il rallentamento del commercio mondiale connesso alle disfunzioni delle catene internazionali di produzione, l’export ravennate è stimato in calo, al netto dell’inflazione, del -10,6%, valore confermato dai dati registrati da Istat nei primi nove mesi dell’anno (-8,5%, dopo il -5,8% a giugno scorso). Nel 2024, le cose dovrebbero migliorare con un valore esportato, al netto dell’inflazione, in forte ripresa (stimato al +2,1%). E, sotto la pressione del contenimento di domanda interna e commercio mondiale, nonché dell’inflazione ancora anomala, è calato anche il valore aggiunto prodotto dall’industria ravennate, che subisce una flessione del -2,6%; nel 2024 riuscirà appena a tornare in terreno positivo (+0,5%). Concluso il capitolo dei “superbonus”, il valore aggiunto reale delle costruzioni registra una crescita rallentata nel 2023 (+3,7%), che contribuisce allo sviluppo complessivo, ma non più con una dinamica eccezionale come quella del 2022. La tendenza positiva si invertirà decisamente nel 2024 con lo scadere delle misure di sostegno adottate, conducendo il settore in recessione (-1,9%). Nel 2023, la fase di recessione dell’attività nell’industria e un deciso rallentamento della dinamica dei consumi, insieme all’aumento delle diseguaglianze, ha ridotto decisamente il ritmo di crescita del valore aggiunto nei servizi (+2,3%). Nel 2024 la contenuta crescita dei consumi permetterà al valore aggiunto dei servizi di continuare a crescere ma più lentamente (+1,1%). Per il valore aggiunto dell’agricoltura, dopo la crescita stimata per il 2022 (+3,1%), un risultato molto in recessione si prospetta per l’anno da poco conclusosi (-7,5%), dopo l’effetto degli eventi meteo negativi che hanno colpito particolarmente la provincia di Ravenna (alluvione, grandine, ecc…), che si sono accompagnati alle difficoltà che il settore sta da tempo registrando. Nel 2024 il recupero sarà difficile e proseguirà il trend negativo con una flessione del -2,7%.   Le indicazioni che emergono dall’indagine congiunturale tra le imprese manifatturiere da 1 a 500 addetti, vanno nella stessa direzione: per il complesso dell’industria manifatturiera ravennate, nel terzo trimestre del 2023, il volume della produzione realizza un tendenziale +3,5%; ma è l’andamento in frenata degli ordini il segnale più evidente del peggioramento dell’attività e si registrano valori già in ambito negativo (-0,2% per gli ordini complessivi). Maggior deterioramento si rileva per la componente estera (-2,6%, rispetto all’analogo trimestre del 2022). Più in affanno l’artigianato manifatturiero, sia sul fronte dei volumi produttivi (-2,4%), sia per i risultati del processo di acquisizione degli ordini (-2,1%). Soffre anche il comparto delle costruzioni, con il fatturato che prosegue il trend in discesa (-2,1%) e ben lontano dal risultato medio del 2022 (oltre +5%). Per il commercio al dettaglio, le vendite risultano in moderato recupero (+2,7%), diffuso tra tutte le tipologie analizzate, tenendo conto degli effetti inflattivi in graduale rientro.   Infine, cresce la richiesta di cassa integrazione da parte delle imprese, segno di come gli eventi climatici catastrofici ed il clima di incertezza sul fronte economico abbiano avuto ripercussioni negative sui livelli di attività. Per quanto riguarda il credito, a settembre il valore complessivo dei prestiti concessi al confronto con il dato dello stesso periodo dell’anno precedente, per il secondo trimestre consecutivo, risulta in calo (-4%), con trend in peggioramento; calano i prestiti bancari alle imprese (-6,7%), in particolare nel comparto manifatturiero (-7,1% rispetto al 2022) ed in quello dei servizi (-8,7%), con pesanti conseguenze disincentivanti per gli investimenti.    

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