Comunicazioni
09/03/2026
Il mese di gennaio 2026 ha registrato una movimentazione complessiva di 2.135.752 tonnellate, in aumento del 12,5% (quasi 238 mila tonnellate in più) rispetto allo stesso mese del 2025.
Gli sbarchi e gli imbarchi sono stati, rispettivamente, pari a 1.942.380 e a 193.372 tonnellate (+16,6% e -16,9% rispetto a gennaio 2025).
Il numero di toccate delle navi è stato pari a 201, 2 toccate in meno rispetto al primo mese del 2025.
Analizzando le merci per condizionamento si evince che le merci secche (rinfuse solide, merci varie e unitizzate), con una movimentazione pari a 1.669.368 tonnellate, sono cresciute dell’8,3% (quasi 128 mila tonnellate in più) rispetto al mese di gennaio 2025.
Nell’ambito delle stesse, le merci unitizzate in container, con 184.127 tonnellate, sono aumentate del 12,5% rispetto a gennaio 2025, mentre le merci su rotabili, con 112.242 tonnellate, sono calate del 9,4%.
I prodotti liquidi - con una movimentazione pari a 466.384 tonnellate – sono invece cresciute del 30,9% (110 mila tonnellate in più).
Il comparto agroalimentare (derrate alimentari e prodotti agricoli), con 579.030 tonnellate di merce, ha registrato nel mese di gennaio 2026 un aumento pari al 53,6% (quasi 202 mila tonnellate in più) rispetto a gennaio 2025; in particolare risulta molto positiva la movimentazione dei cereali, con 375.623 tonnellate, in crescita del 116,7%; negativa la movimentazione delle farine, pari a 29.765 tonnellate, e in calo del 67,5% e buono il dato dei semi oleosi, con 68.115 tonnellate movimentate, in crescita del 49,3% rispetto a gennaio 2025.
Positivi i materiali da costruzione, che con 354.986 tonnellate movimentate, hanno registrato un incremento del 2,9% rispetto a gennaio 2025; in calo, invece, le importazioni di materie prime per la produzione di ceramiche del distretto di Sassuolo, pari a 295.212 tonnellate (il 5,7% in meno rispetto al primo mese del 2025).
Per i prodotti metallurgici, con 357.644 tonnellate, il mese di gennaio 2026 risulta in diminuzione del 20,3% rispetto a gennaio 2025 (91 mila tonnellate in meno).
In crescita la movimentazione di prodotti petroliferi, pari a 346.487 tonnellate, con oltre 145 mila tonnellate in più (+72,4%), negativi invece i prodotti chimici, pari a 57.913 tonnellate, che sono diminuiti rispetto a gennaio 2025, con quasi 38 mila tonnellate in meno (-39,4%). Buono il dato dei concimi che, con 134.693 tonnellate movimentate, risultano in aumento, rispetto a gennaio 2025, dell’8,9% (11 mila tonnellate in più).
Per i contenitori, pari a 15.227 TEUs nel mese di gennaio 2026, si sono registrati 453 TEUs in più rispetto a gennaio 2025 (+3,1%). In termini di tonnellate, la merce trasportata, pari a 184.127 tonnellate, è cresciuta del 12,5%. Il numero delle toccate delle navi portacontainer, in particolare, è stato pari a 38 contro le 41 del gennaio scorso (-7,3%).
Positivo il risultato nel mese di gennaio 2026 per trailer e rotabili, che ha fatto registrare complessivamente 6.757 pezzi movimentati (1.365 pezzi in più), +25,3% rispetto allo stesso mese del 2025. Questo grazie alle automotive: 1.601 auto provenienti dalla Cina. Sulla linea Ravenna-Brindisi-Catania i pezzi movimentati, pari a 4.582, sono invece calati del 5,6% rispetto al 2025 (272 pezzi in meno). In termini di merce movimentata, pari a 112.242 tonnellate, la diminuzione è stata del 9,4% rispetto a gennaio 2025.
Dai primi dati rilevati sul PCS, risulta positiva la stima dei primi 2 mesi del 2026 che dovrebbero raggiungere una movimentazione complessiva di poco superiore a 4 milioni di tonnellate, in aumento di circa lo 0,5% rispetto allo stesso periodo del 2025.
In particolare per il mese di febbraio sono positivi i dati di quasi tutte le merceologie: i prodotti petroliferi dovrebbero segnare un aumento di oltre 105 mila tonnellate (+46,8%), i prodotti chimici solidi +25,7%, i concimi + 12,4% e i materiali da costruzione +24,7%.
I dati relativi ai prodotti siderurgici (per i quali si registra un calo di circa 200.000 tonnellate rispetto al febbraio 25) e agli agroalimentari solidi (con un calo di circa 150.000 tonnellate) sono invece negativi. Il calo dei prodotti siderurgici è principalmente dovuto alle misure di salvaguardia applicate per l’import di acciaio in Unione Europea e dall’accumulo di scorte negli ultimi mesi del 2025; mentre motivi più contingenti legati al traffico navale e al meteo oltreché a problemi tecnici su alcune banchine spiegano il calo nei prodotti agroalimentari.