PROFICUO E RICCO DI CONTENUTI E PROPOSTE L’INCONTRO TRA IL PRESIDENTE DI ABI, ANTONIO PATUELLI, E IL CONSIGLIO DELLA CAMERA DI COMMERCIO DI FERRARA E RAVENNA. IL PORTO OCCASIONE STRAORDINARIA PER SCRIVERE UN NUOVO CAPITOLO DELLA NOSTRA STORIA

Data pubblicazione: 25/10/2023

Tipo Documento: Comunicazione

Settore: Pubblicazioni Generali

Numero: 123

Pur con tutte le problematiche di questo periodo non dobbiamo abbatterci perché in Emilia Romagna
abbiamo chances importanti di sviluppo se decidiamo di utilizzare le potenzialità che abbiamo: primi tra tutti il Porto di Ravenna e il collegamento con Ferrara che ci apre la porta per il Nord Est dell’Italia e dell’Europa. Il raddoppio della linea ferroviaria Ferrara-Ravenna è un progetto facile che va fatto subito. Lo ha detto Antonio Patuelli, Presidente del Gruppo La Cassa di Ravenna a conclusione dell’incontro di questa mattina (25 ottobre) con il Consiglio della Camera di commercio di Ferrara e Ravenna, presente al gran completo.
L’introduzione è stata del Presidente della Camera di Commercio Giorgio Guberti, che ha ringraziato il
Presidente Patuelli per l’intervento ed ha tra l’altro ribadito l’esigenza di approvare la Zona Logistica
Semplificata, che consentirebbe semplificazione burocratica, contributi e sgravi fiscali portando al territorio, secondo una proiezione Prometeia e Unioncamere una crescita importante del Pil, delle esportazioni e degli investimenti sull’esempio di quanto già successo per la Regione Veneto. Poi ha preso la parola Patuelli che ha scattato una fotografia dell’economia nazionale e locale: Veniamo _ ha ricordato _ da 15 anni di estreme crisi di ogni tipo, finanziarie, pandemiche e belliche che oltre agli effetti drammatici di carattere umanitario portano un acutizzarsi dei problemi economici cronici nel nostro paese. Viviamo appesantiti da uno zaino sempre più pesante: il debito pubblico che cresce in Italia ogni anno ininterrottamente dal 1967. Finchè questa massa enorme era pagata con tassi minimi, il costo era più sopportabile: ma la pandemia ha portato una ulteriore crescita forte del debito e l’inflazione poi ne ha aumentato il peso. Questo nonostante due fattori importanti, ricorda Patuelli: Senza l’euro non avremmo tassi del 4% ma valori molto più alti, come insegna la doppia cifra dei tassi dopo la crisi del ‘73 e l’andamento dal 1861 al 2000 della lira: il punto più basso del tasso, togliendo le fasi belliche, era stato del 3,5%, il più alto del 19,5%. Inoltre abbiamo un tasso della BCE che è più basso di quello di Stati Uniti, Gran Bretagna ed Europa non comunitaria. Nonostante questo, il nostro debito pubblico che è tra i più alti, è un handicap con cui le imprese italiane sono costrette a combattere. Di qui la via per alleggerire il peso che grava sull’Italia: Sono d’accordo _ ha detto Patuelli _ con le privatizzazioni a patto che i proventi vadano in conto capitale. Il principio deve essere di mantenere come pubbliche le società che garantiscono i diritti dei cittadini e la loro sicurezza. Per le altre non si capisce perché lo stato debba fare l’imprenditore. Ma le privatizzazioni secondo il Presidente della Cassa di Ravenna sono una strada, non l’unica: Il costo del gas è passato da 24,30 a 49, il petrolio è venduto a prezzi altissimi in virtù dell’oligopolio che ne regola il mercato internazionale. Sono molto convinto di quello che si sta
facendo per trovare vie alternative: gli investimenti nelle rinnovabili e nell’innovazione vanno accelerati. In tema di investimenti, Patuelli ha ricordato che nella legge di bilancio c’è l’abolizione dell’Ace che toglie un incentivo importante al rafforzamento patrimoniale delle imprese e mi auguro che, superato questo anno, venga reintrodotta perché è una premessa importante per lo sviluppo economico. Se il quadro nazionale è preoccupante per il debito pubblico in ambito locale vedo più luci che ombre _ ha detto Patuelli _. L’Emilia Romagna è zona trainante per il Paese dopo la Lombardia e accanto al Veneto, ha una differenziazione economico-produttiva che consente potenzialità solide. Ha risorse potenzialmente vincenti. Il Porto di Ravenna ha banchine di circa 23 chilometri: dobbiamo fare una grande opera di comunicazione perché le imprese conoscano le potenzialità del nostro porto in alternativa a quelli di altri paesi come Rotterdam.
Soprattutto dobbiamo realizzare un collegamento più forte con Ferrara che è la porta per il Nord-Est. Abbiamo un unico binario ferroviario di collegamento quando il raddoppio della linea è meno complicato che in altre zone perché si passa per terreni non edificati. In Italia abbiamo registrato un cambio recente di cultura: l’Alta Velocità sta concretizzandosi sulla Torino-Venezia e sulla Napoli-Bari. Apprezzo molto in questo senso la Camera di Commercio per la sua energia, insistenza e forza con la quale sostiene gli investimenti nelle infrastrutture che ci tolgano da un isolamento millenario e ci portino al centro dell’Europa. Patuelli ha anche dedicato un cenno al tema del credito, dando una chiave di lettura sul tema dei dati degli investimenti: Le statistiche fanno scattare un allarme legando il calo dei prestiti agli investimenti: ma non è sicuro sia così. Più semplicemente, il tasso è rimasto per dieci anni a zero o sottozero ed in quella fase per per imprese e famiglie era più redditizio ricorrere al prestito per gli investimenti. Oggi, con i tassi più alti, le scelte sono diverse: chi ha liquidità utilizza prima i propri soldi e questo porta a ridurre i depositi nei conti correnti, ma non gli investimenti. L’equazione tra conti correnti più leggeri e Italia più povera vale solo per gli strati più poveri e onesti, per gli anziani con pensioni molto limitate: ma in generale coincide con una scelta di miglior allocazione delle risorse di liquidità. E infine un bagliore di luce ed ottimismo: La vicenda delle auto Bmw è un sintomo di quello che potrà essere in futuro: per i mercati mondiali sta espandendosi la conoscenza che c’è una chance diversa per i trasporti. Quello che è successo per le navi da crociera è un inizio: se faremo conoscere a tutti le potenzialità del porto di Ravenna, dall’imboccatura alle dighe foranee, scriveremo un nuovo capitolo della nostra storia, Che da Augusto al Cardinale Corsini, poi Papa fino al miracolo economico della seconda metà del Novecento ha avuto sempre negli investimenti sul porto un volano formidabile per l’economia

 

Data creazione: 26/10/2023

Data ultimo aggiornamento: 26/10/2023

Comunicazioni e Avvisi correlati

Comunicazioni – Pubblicazioni Generali 05/12/2025
  Il Porto di Ravenna nel periodo gennaio-ottobre del 2025 ha movimentato complessivamente 22.913.982 tonnellate, in aumento dell’8,0% (quasi 1,7 milioni di tonnellate in più) rispetto allo stesso periodo del 2024. Gli sbarchi sono stati pari a 20.093.628 tonnellate e gli imbarchi pari a 2.820.354 tonnellate (+9,5% e -1,9% rispetto ai primi 10 mesi del 2024) Il numero di toccate delle navi è stato pari a 2.204, in aumento del 2,8% (62 toccate in più) rispetto al 2024. Analizzando le merci per condizionamento, nei primi 10 mesi del 2025 si evince che le merci secche (rinfuse solide, merci varie e unitizzate), con una movimentazione pari a 17.909.183 tonnellate, sono aumentate del 3,9% (680 mila tonnellate in più) rispetto allo stesso periodo del 2024. Nell’ambito delle stesse, le merci unitizzate in container, con 1.973.366 tonnellate, sono cresciute del 5,3%; negativo, invece, il risultato per le merci su rotabili (1.413.890 tonnellate), in calo del 6,1% rispetto al 2024. I prodotti liquidi, con una movimentazione di 5.004.799 tonnellate nei primi 10 mesi del 2025, sono aumentati del 25,4% rispetto allo stesso periodo del 2024; Il comparto agroalimentare (derrate alimentari e prodotti agricoli), con 4.810.264 tonnellate di merce, ha registrato nel periodo gennaio-ottobre 2025 una crescita pari al 14,4% (605 mila tonnellate in più) rispetto allo stesso periodo del 2024. Analizzando l’andamento delle singole merceologie, è stata molto buona la movimentazione dei cereali, con 1.837.160 tonnellate, in rialzo del 47,5% (591 mila tonnellate in più) rispetto al 2024. Bene anche le farine, pari a 1.078.367 tonnellate (+4,1%), mentre risultano in diminuzione gli sbarchi dei semi oleosi, con 793.403 tonnellate (-14,4%). Infine gli oli animali e vegetali, che, con una movimentazione di 681.495 tonnellate, sono aumentati rispetto allo stesso periodo del 2024 del 21,5%. Nei primi 10 mesi del 2025 i materiali da costruzione hanno registrato una movimentazione complessiva di 3.875.498 tonnellate, in rialzo del 7,4% rispetto allo stesso periodo del 2024 (266 mila tonnellate in più), grazie soprattutto alle materie prime per la produzione di ceramiche del distretto di Sassuolo, con 3.446.162 tonnellate movimentate (+6,2%, per 200 mila tonnellate in più). Per i prodotti metallurgici, sono state movimentate 5.030.657 tonnellate in calo dello 0,5% rispetto allo stesso periodo del 2024 (27 mila tonnellate in meno). Per quanto riguarda i prodotti petroliferi, sono state movimentate 3.435.999 tonnellate, oltre 1 milione di tonnellate in più rispetto allo stesso periodo del 2024 (+42,9%), grazie soprattutto alle 13 navi dirette al rigassificatore con 900mila tonnellate di GNL; negativi invece, i prodotti chimici (-17,2%), con 729.797 tonnellate In calo nei primi 10 mesi del 2025 i concimi, pari a 1.349.776 tonnellate (-4,0% rispetto al 2024, con 56 mila tonnellate in meno).   I contenitori, con 176.682 TEUs, sono incrementati del 5,3% rispetto al 2024 (8.830 TEUs in più); in termini di tonnellate, la merce trasportata nel periodo, pari a 1.973.366 tonnellate, è cresciuta del 5,3% rispetto al 2024, mentre il numero di toccate delle navi portacontainer è pari a 382, 1 toccata in meno rispetto al 2024.   In calo il risultato complessivo dei 10 mesi del 2025 per trailer e rotabili, in diminuzione del 14,0% per numero di pezzi movimentati (68.890 pezzi, 11.170 in meno rispetto al 2024) e del 6,1% in termini di merce movimentata (1.413.890 tonnellate). Per i trailer della linea Ravenna – Brindisi – Catania, nei 10 mesi del 2025, i pezzi movimentati sono stati pari a 57.747, in calo dell’1,9% rispetto al 2024 (1.123 pezzi in meno). Nel periodo gennaio-ottobre del 2025 Al Terminal Crociere di Ravenna si sono registrati 75 scali di navi da crociera (contro i 79 scali dello stesso periodo del 2024), per un totale di 241.412 passeggeri (-11,1%), di cui 205.215 in “home port”. Dai primi dati rilevati sul PCS, per il mese di novembre 2025, si stima una movimentazione complessiva di quasi 2,5 milioni di tonnellate, in crescita (+14,5%) rispetto allo stesso mese dello scorso anno. Si stimano segni positivi per quasi tutte le categorie merceologiche: gli agroalimentari solidi (+0,7%) e liquidi (+21,2%), i materiali da costruzione (+6,9%), i petroliferi (+87,7%), i concimi (+53,1%), Negativi, invece, i prodotti chimici liquidi (-80,2%) e i metallurgici (-0,8%). In crescita la merce in container (+18,1%) e i TEUs (+15,6%), mentre in diminuzione la merce su trailer (-2,4%) e il numero di trailer (-2,3%).   Positiva anche la stima degli 11 mesi 2025 che dovrebbe raggiungere una movimentazione complessiva di circa 25,4 milioni di tonnellate, in aumento di circa l’8,6% rispetto allo stesso periodo del 2024. Come progressivo, sono in crescita gli agroalimentari liquidi (+18,5%) e quelli solidi (+12,0%), i prodotti chimici solidi (+50,4%), i materiali da costruzione (+7,3%), le altre merci (+79,2%), i combustibili minerali solidi (+8,2%) e i petroliferi (+46,7%) di cui 1,1 milioni di tonnellate di GNL sbarcate al rigassificatore. In calo, invece, i prodotti chimici liquidi (-24,6%), i concimi (-0,1%) e i metallurgici (-0,6%). Per il gennaio-novembre 2025 positivi i container, oltre 195 mila TEUs, in aumento del 6,2% rispetto al 2024 e del 6,4% per la merce in container. Il numero dei trailer si stimano pari a oltre 64 mila pezzi (-1,9%), mentre la relativa merce su ro-ro, dovrebbe essere pari a oltre 1,6 milioni di tonnellate, in diminuzione del 5,7% rispetto a quella movimentata nello stesso periodo del 2024.  
Comunicazioni – Pubblicazioni Generali 04/12/2025
Bologna – Un sistema logistico sempre più orientato ai mercati internazionali e in grado di far fronte alle trasformazioni che interessano lo scenario globale – dall’evoluzione del contesto geopolitico all’aumento dei costi energetici, dalla ridefinizione delle rotte commerciali alla riorganizzazione delle filiere e dei flussi di approvvigionamento – grazie alla Piattaforma logistica integrata dell’Emilia-Romagna, che riunisce i principali nodi intermodali regionali e li connette a una solida rete infrastrutturale. È il quadro presentato oggi dall’assessora alle Infrastrutture, Irene Priolo, a Trieste, in occasione degli Stati Generali della Logistica del Nord Est, l’appuntamento annuale dedicato al confronto tra istituzioni e operatori del settore per sviluppare strategie innovative nel campo della logistica e del trasporto merci. Durante l’iniziativa è stato annunciato che l’edizione 2026 sarà ospitata dalla Regione Emilia-Romagna. “Gli Stati Generali della Logistica del Nord Est - ha commentato l’assessora Priolo- confermano un dato evidente: oggi la sfida della competitività logistica non può più essere affrontata guardando solo dentro i confini regionali. In Emilia-Romagna stiamo costruendo un modello cooperativo che mette insieme realtà diverse – porti, interporti, retroporti, distretti produttivi – e che supera la logica delle filiere verticali isolate per ragionare in termini di massa critica e strategie comuni”. “Nel nostro territorio convivono specializzazioni e funzioni logistiche molto differenti,- prosegue Priolo- ma se ognuno resta chiuso nel proprio perimetro, non riusciremo a rispondere ai cambiamenti globali che stiamo vivendo: dalla riorganizzazione delle catene del valore all’impatto della geopolitica, fino alla competizione con economie come quella cinese, che hanno cambiato dimensioni, specializzazioni e capacità di penetrazione in Europa. Dobbiamo quindi fare un salto di qualità: mettere insieme imprese, associazioni di categoria e istituzioni per costruire strategie condivise e davvero interregionali. Non è un percorso semplice e non accadrà domani, ma è indispensabile se vogliamo continuare a far crescere i nostri sistemi produttivi e tutelare la nostra capacità di competere anche nei mercati internazionali.” Il rafforzamento del sistema logistico regionale si basa su un insieme articolato di interventi che coinvolgono l’intera rete intermodale dell’Emilia-Romagna, con l’obiettivo di migliorare l’integrazione tra trasporto ferroviario e stradale e aumentare l’efficienza complessiva dei flussi di merci. Tra le azioni previste rientrano gli investimenti sugli interporti di Parma e Bologna, gli accordi di programma con Rfi per i nodi ferroviari di Ravenna, Piacenza e Faenza e le misure dedicate al trasporto merci su ferro. In questo quadro si inserisce anche il potenziamento del porto di Ravenna, con l’aggiornamento dei pescaggi lungo il Canale Candiano e nei bacini portuali, opere di ampliamento delle aree operative e la realizzazione di sette nuovi binari elettrificati nello scalo merci di sinistra Candiano. Il porto costituisce inoltre il punto di riferimento della Zona logistica semplificata dell’Emilia-Romagna, che mette a disposizione semplificazioni amministrative, agevolazioni fiscali e premialità nei bandi regionali, contribuendo a rafforzare la competitività del sistema produttivo regionale e il posizionamento dell’Emilia-Romagna nei principali corridoi europei.
Comunicazioni – Pubblicazioni Generali 03/12/2025
  Roma, 3 dicembre 2025: Si è svolta oggi a Roma l'Assemblea Pubblica di Assoporti. Un format di Assemblea Pubblica Partecipata con dei tavoli tematici composti da tutti i Presidenti delle AdSP che hanno avuto l'occasione per presentarsi ufficialmente, moderati dalla giornalista e coduttrice di Linea Blu - Porti d'Italia, Donatella Bianchi. In apertura l'intervento istituzionale del Comandante Generale delle Capitanerie di Porto, Sergio Liardo e del Presidente della IX Commissione della Camera dei Deputati, Salvatore Deidda. Da parte del Ministro del Turismo, Daniela Santanchè una lettera di buon lavoro che ha posto l'accento sugli aspetti turistici delle attività portuali.  Dopo la relazione del Presidente di Assoporti, Rodolfo Giampieri (disponibile al link: https://www.assoporti.it/media/16429/relazione-del-presidente-di-assoporti-rodolfo-giampieri.pdf ), in scadenza ufficiale il prossimo 31 dicembre, l'intervento e intervista al  Viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Edoardo Rixi, il quale ha voluto ringraziare Giampieri per il lavoro svolto in questi anni. Rixi è poi entrato nel vivo delle tematiche riguardanti il futuro del sistema portuale italiano. "Per me è stata un'esperienza bellissima essere Presidente di Assoporti, " ha ribadito Giampieri a termine dell'Assemblea Pubblica, "ringrazio tutti per la fiducia e sono certo che nel prossimo futuro  la nuova squadra dei Presidenti possa rafforzare il lavoro portato avanti finora in maniera coesa." Nel pomeriggio, tutti i Presidenti si sono riuniti in Assemblea interna degli Associati per le determinazioni inerenti la nomina del prossimo Presidente di Assoporti. Dopo un intenso e partecipato confronto sull'importanza del ruolo di Assoporti e, conseguentemente, del suo Presidente, che dovrà affrontare le prossime sfide della portualità italiana assicurando unitarietà d'intenti tra gli associati,  l'Assemblea ha deciso di nominare una commissione ristretta.  La stessa è composta da: Eliseo Cuccaro, Davide Gariglio, Francesco Mastro e Francesco Rizzo, per effettuare una consultazione interna tra i Presidenti, al fine di  individuare la persona adeguata ad assumere la figura di Presidente di Assoporti per i prossimi anni, anche per dare continuità all'interlocuzione continua nei confronti delle istituzioni e di tutti gli stakeholder del settore. 

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