Aria

ll porto di Ravenna si caratterizza per le rilevanti quantità di merci polverulente alla rinfusa movimentate. L’impatto derivante da tali attività ha portato nell’anno 2007 alla firma di un Protocollo d’Intesa con Provincia, Comune, AUSL e le associazioni di categoria per il miglioramento della qualità dell’aria nell’area portuale di Ravenna.

ph58Tale accordo consegue a quanto già previsto dal PRQA (Piano provinciale di tutela e risanamento della qualità dell’aria della Provincia di Ravenna) approvato il 27/07/06, che fissa gli obiettivi di miglioramento della qualità dell’aria, individuando le linee di intervento nei diversi settori compreso quello industriale/portuale.

Il progetto sviluppato a seguito del protocollo, ha previsto il censimento delle attività ubicate nell’area portuale/industriale e lo studio delle relative immissioni per tipologia di sorgente. L’aggiornamento del censimento tiene conto delle modifiche nel frattempo intervenute in termini di tipologie di materiali, di quantitativi e di interventi di mitigazione introdotti dalle imprese. E’ stato, inoltre, condotto il monitoraggio della qualità dell’aria e l’aggiornamento dei dati sarà reso operativo con l’adeguamento della stazione di rilevamento presente in porto, quale componente della rete di controllo della qualità dell’aria nell’area industriale/portuale.

Il Protocollo sopraccitato, rinnovato nel gennaio 2011, stabilisce che l’Autorità Portuale incentiverà, con modi e risorse da essa stessa stabilite, l’adozione di pratiche e tecniche capaci di ridurre l’impatto ambientale delle operazioni di movimentazione di merci polverulente da parte degli operatori portuali. L’Autorità Portuale procederà altresì all’analisi della possibilità di attrezzare le nuove banchine con un sistema di erogazione di energia elettrica (eventualmente prodotta da fonti rinnovabili) cui connettere le navi all’attracco, al fine di arrestare i propri motori diesel, responsabili di emissioni non trascurabili.

Altra fonte di emissione in porto è rappresentata dalle navi ed i particolare dai prodotti di combustione dei motori delle stesse. L’utilizzo infatti di combustibili specifici ad alto tenore di zolfo determina emissione di anidride solforosa e particolato. Tali inquinanti, favorendo il processo dell’acidificazione, contribuiscono a nuocere alla salute umana, a produrre danni all’ambiente, ai beni pubblici e privati ed al patrimonio culturale.

ph57La Comunità Europea è intervenuta al riguardo stabilendo nuovi limiti per tali emissioni con la Direttiva 2005/33/CE, tesa a garantire i migliori benefici possibili, in particolare, alle aree popolate attorno ai porti e alle coste e agli ecosistemi sensibili agli acidi.

In Italia tale direttiva è stata recepita dal D.Lgs 205/2007 che stabilisce che:

  • a decorrere dal 1° gennaio 2010 e’ vietata l’immissione sul mercato di gasoli marini con tenore di zolfo superiore allo 0,1% in massa;
  • è vietata l’immissione sul mercato di oli diesel marini con tenore di zolfo superiore all’1,5% in massa;
  • a decorrere dal 1° gennaio 2010 e’ vietato, su navi adibite alla navigazione interna e su navi all’ormeggio nei porti comunitari, l’utilizzo di combustibili per uso marittimo, diversi dal gasolio marino e dall’olio diesel marino, con tenore di zolfo superiore allo 0,1% massa
  • presso ciascuna autorità portuale, è tenuto un apposito registro che riporta l’elenco dei fornitori di combustibili per uso marittimo nell’area di competenza, con l’indicazione dei combustibili forniti e del relativo contenuto massimo di zolfo.

La direttiva 2009/30/CE del 23 aprile 2009, recepita dal decreto legislativo n. 55 del 31 marzo 2011, ha introdotto nuove specifiche relative al combustibile utilizzato dalle navi adibite alla navigazione interna.

L’Autorità Portuale di Ravenna, conformemente alla normativa vigente ha istituito il Registro dei fornitori di combustibili marini, che contiene per ciascun combustibile l’indicazione del relativo tenore di zolfo.

Il tema è trattato anche all’interno della Valutazione Ambientale Strategica e della Valutazione di Impatto Ambientale applicate al Piano Regolatore Portuale del Porto di Ravenna, ai sensi del D.Lgs 152/06 Parte II – Titolo I e ss.mm.ii., includendo lo studio degli impatti in atmosfera del traffico veicolare e marittimo. I principali inquinanti valutati sono CO, NO2 e PM10.

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