Acqua

Il Porto di Ravenna si inserisce geograficamente nell’area settentrionale del mar Adriatico, caratterizzata da fondali bassi (con una profondità media di 35m), regolari e gradualmente pendenti verso Sud-Est.

Il mare Adriatico è un ambiente unico, quale parte terminale di un bacino allungato, in cui sfocia la più grande concentrazione di fiumi del Mediterraneo.

Per questa ragione è, straordinariamente, ricco di plancton dovuto ai nutrienti portati dai fiumi ed è custode di una grandissima biodiversità.

I principali fattori che influenzano fortemente la regione adriatica, come gran parte del mar Mediterraneo, rilevanti da un punto di vista ambientale e socio-economico, sono:

  • l’eutrofizzazione (a volte accompagnata da insorgenze mucillaginose massive e sviluppo di fenomeni ipossici/anossici) e l’inquinamento provenienti dall’agricoltura, dalle attività industriali e portuali, dal turismo e dalla crescita demografica;
  • l’introduzione di specie non autoctone attraverso le acque di zavorra delle navi, il fouling, le importazioni e le invasioni biologiche;
  • la pesca e lo sfruttamento eccessivo degli habitat e delle loro risorse biologiche.

Italia

Tutti gli elementi sopra elencati contribuiscono, infatti, alla perdita della biodiversità marina, soprattutto in fascia costiera, che, è tra i maggiori problemi ambientali dei nostri giorni, ulteriormente aggravatosi negli ultimi anni, a causa dei cambiamenti climatici ossia dell’aumento della temperatura dei mari.

Molte sono le convenzioni, direttive e piani d’azione che si occupano della protezione della natura del mare Mediterraneo e dell’Adriatico in particolare, dai piani di risanamento di area vasta agli accordi internazionali sui traffici marittimi di sostanze pericolose, dai documenti di indirizzo per la gestione di una “pesca responsabile” alla gestione integrata delle aree costiere ad elevata vulnerabilità. Ciò si inserisce all’interno di un quadro normativo generale ampio ma complesso e frammentato (fonti internazionali, comunitarie, statali e regionali), anche in considerazione dei numerosi stati che si affacciano sul mar Adriatico, alcuni dei quali non fanno parte dell’Unione Europea.

Significativo al riguardo è l’accordo firmato in occasione della Conferenza IMO tenutasi a Londra nel 2004 relativo alla “Convenzione internazionale per il controllo e la gestione delle acque di zavorra delle navi e dei sedimenti”. La sua attuazione ha particolare rilevanza per il mare Adriatico al fine di preservare l’unicità della biodiversità di questa regione, attraverso, anche, l’approfondimento della conoscenza del sistema dei trasporti marittimi.

L’Autorità Portuale di Ravenna adotta gli strumenti a sua disposizione in grado di armonizzare ed equilibrare le esigenze di tutela della diversità biologica (sia in ambito marino che terrestre) con quelle relative allo sviluppo delle attività produttive. Essa attraverso un piano generale di gestione ecosostenibile dei sedimenti realizza il monitoraggio continuo delle aree di interesse e la corretta programmazione delle attività di movimentazione dei fondali. L’Autorità Portuale effettua regolari campionamenti dei sedimenti marini in tutto il tratto del porto-canale sulla base delle “Linee guida per la movimentazione dei sedimenti marini” redatte dall’ICRAM e dall’APAT. Tra gli inquinanti monitorati vi è lo stagno, così come i composti organostannici (TBT). L’attenzione nei confronti di tali composti, presenti nelle vernici antivegetative utilizzate sugli scafi delle navi, deriva dagli effetti che gli stessi hanno sull’ambiente marino in particolare sul sistema ormonale degli organismi marini. Nel settembre 2008 è entrata in vigore la convenzione AFS “Convenzione Internazionale sul controllo dei sistemi anti-vegetativi dannosi su navi” adottata nel 2001 dall’IMO che stabilisce il divieto dell’uso dei suddetti composti organostannici e di altre sostanze nocive utilizzate come sistemi antivegetativi applicati allo scafo delle navi.

L’Autorità Portuale inoltre ha la responsabilità dell’igiene ambientale e della manutenzione degli specchi acquei demaniali all’interno del porto canale. Il porto è pertanto attrezzato con servizi di pulizia e disinquinamento degli specchi acquei e servizi ed impianti per la gestione (raccolta, trasporto, stoccaggio e smaltimento/recupero) dei rifiuti solidi e liquidi anche di quelli prodotti dalle navi, di qualsiasi tipologia comprese le acque di sentina e le acque di lavaggio.

Di rilievo ai fini della tutela delle acque dall’inquinamento è lo sviluppo del progetto relativo all’adeguamento della rete fognaria in ambito portuale per il recapito delle acque meteoriche di dilavamento e di prima pioggia ai sensi della Direttiva regionale n. 286/2005 e successiva Direttiva regionale n. 1860/06. Tale progetto coinvolge oltre all’Autorità Portuale, le istituzioni locali e gli operatori portuali.

I commenti sono chiusi.